CIVITAVECCHIA, CHIUSA LA CENTRALE ENEL. DIRIGENTI INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO

CIVITAVECCHIA, CHIUSA LA CENTRALE ENEL. DIRIGENTI INDAGATI PER OMICIDIO COLPOSO

La centrale Enel di Civitavecchia al centro di una bufera giudiziariaROMA, 8 APR. – “Tre morti in tre anni sono troppi”, ha dichiarato ieri giovanni Moscherini, sindaco di Civitavecchia, nel firmare il decreto sindacale di chiusura della centrale Enel di Torrevaldaliga, in cui sabato ha perso la vita Sergio Capitani. La decisione di chiudere la produzione della centrale ”per il tempo necessario a fare chiarezza definitiva su quanto è accaduto”, fa sapere Moscherini, è stata presa in accordo con il presidente della provincia di Viterbo e della provincia di Roma. Enel, che dichiara di “accogliere con la massima apertura le verifiche degli organismi preposti sulle condizioni di lavoro”, tuttavia, non condivide la decisione di fermare la produzione e ritiene “che verifiche meticolose e approfondite possano essere effettuate senza fermare l’operatività del sito, sul quale è già in corso una indagine della magistratura”.

Gli operai della centrale Enel, che ritengono giusta la decisione di chiudere il sito produttivo, hanno così commentato: “dedichiamo, quella di oggi, che consideriamo una nostra vittoria per arrivare a lavorare in sicurezza, al nostro collega Sergio Capitani, ultima vittima della centrale di Torrevaldaliga Nord”. Intanto, è stata disposta per giovedì o venerdì prossimo, dal Pm Paolo Calabria, l’autopsia sul corpo di Sergio Capitani, che si svolgerà presso l’istituto di medicina legale dell’Università Tor Vergata di Roma.

Sale a dieci il numero degli indagati, dalla procura di Civitavecchia, per la morte dell’operaio, sette sono dirigenti Enel, due della ditta di manutenzione Guerrucci, uno della Chiodi. Da una prima informativa, in cui i carabinieri, insieme ai tecnici dell’ispettorato del Lavoro, ricostruiscono la dinamica dell’incidente, emergerebbero, a carico degli indagati, responsabilità per violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Cristina Reggini

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