DA BERLUSCONI IL VETO ASSOLUTO A BOSSI SINDACO DI MILANO. LA LEGA RISPOLVERA LA SECESSIONE

DA BERLUSCONI IL VETO ASSOLUTO A BOSSI SINDACO DI MILANO. LA LEGA RISPOLVERA LA SECESSIONE

Bossi e Berlusconi festeggiano il successo elettoraleMILANO, 8 APR. – La Lega passa all’incasso. Il successo elettorale mette il “Carroccio” sulla strada di Arcore, dove è situato il palazzo del padrone. La delegazione “padana”, formata dal senatur, dal ministro Calderoli, dal sottosegretario Castelli e dal neo-governatore del Piemonte Cota, ottiene dal Cavaliere di poter impostare la “manovra” del Governo.

Concretamente, Bossi e Calderoli butteranno giù i testi delle riforme, che saranno vagliati dai coordinatori del PDL Bondi, La Russa e Verdini (anch’essi presenti alla cena-vertice), per poi essere discussi in Consiglio dei Ministri, prima di approdare in Parlamento per l’approvazione. In questo modo il partito del premier viene destituito della sua funzione di guida della coalizione in cambio della fedeltà assoluta su intercettazioni e giustizia. Berlusconi, infatti, ha bisogno di mandare i pm definitivamente in fuorigioco per uscire indenne dai processi che lo riguardano. D’altronde, lo stesso Fedele Confalonieri, amico strettissimo e socio da una vita del Cavaliere, non più tardi del 2 novembre 2009 dichiarava a “La Stampa”, intervistato da Claudio Sabelli Fioretti: “Le leggi ad personam? Le fa per proteggersi. Se non fai la legge ad personam vai dentro. Una volta dentro, poi non ti chiedono scusa. E’ il sistema della giustizia in Italia.”

Dunque, la Lega Nord, fortificata dal risultato elettorale e sempre più decisiva per le sorti del Governo, ha gioco facile nel chiedere ed ottenere. A maggior ragione se si considera che, nonostante i distinguo velleitari di Fini e della sua “Generazione Italia”, i “padani” rappresentano oggi l’unico interlocutore di Berlusconi. Il Presidente del Consiglio, tuttavia, non ha intenzione di calarsi completamente le braghe, anche per non apparire agli occhi dell’alleato meno forte di quanto effettivamente sia. Si spiega così il no assoluto rispetto alla candidatura di Bossi per la poltrona di sindaco di Milano. Berlusconi, infatti, in occasione delle comunali meneghine del 2011 non intende privarsi della città che ritiene essere la vera capitale del Popolo della Libertà. Inoltre, il capoluogo lombardo, qualora fosse ceduto alla Lega, costituirebbe al tempo stesso un simbolo ed una vetrina da esibire per il partito del nord, in netta contrapposizione con Roma.

Un rischio che il PDL non può e non vuole prendersi, vista anche la fideiussione sottoscritta in favore del partito di Bossi davanti al popolo Italiano. Una sorta di garanzia ancora più importante nel tempo della celebrazione dei 150 anni dall’Unità d’Italia, soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da Borghezio (europarlamentare leghista) ad “Affari Italiani”: ”Per essere precisi l’obiettivo dell’autodeterminazione della Padania non e’ mai uscito dalla Lega, tanto e’ vero che l’articolo 1 dello statuto del nostro movimento lo indica come obiettivo finale e strategico della lotta”. Il politico piemontese, spiegando come i successi elettorali del suo partito rappresentino soltanto passi in avanti verso l’approdo reale, aggiunge: “la ‘libertà della Padania resta l’obiettivo finale della Lega e se ora non si parla apertamente di secessione e autodeterminazione della Padania é solo per opportunità”.

Antonio Del Prete

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