NORVEGIA: TV DI STATO PUBBLICA VECCHIO CASO DI PRETE PEDOFILO
OSLO, 8 APRILE – La tv di stato norvegese, Nrk, ha pubblicato sul suo sito un articolo sul caso di Georg Mueller, ex vescovo cattolico di Trondheim, che il 7 giugno 2009, durante la celebrazione della messa, annunciò le sue dimissioni. «E’ stato un abuso sessuale, compiuto su un minorenne nei primi anni ’90, che lo ha spinto alle dimissioni – scrive la Nrk. E aggiunge: «La Chiesa cattolica ha pagato alla vittima tra 400 mila e 500 mila corone norvegesi (tra 50 mila e 65 mila euro, ndr) a titolo di risarcimento danni».
L’abuso venne commesso da Mueller quando era ancora un semplice prete, spiega Nrk. La vittima sarebbe, secondo il quotidiano Adresseavisen, un chierichetto che ha mantenuto il segreto per vent’anni, e ancora Nrk scrive che l’attuale vescovo di Trondheim e Oslo, Bernt Eidsvig, ha riferito al Times che Mueller decise di dare le dimissioni non appena seppe delle accuse che gli erano state rivolte. A occuparsi dell’inchiesta è stato il vescovo di Stoccolma, e la tv pubblica norvegese riferisce che il Vaticano, non appena venuto a conoscenza dei fatti, ritenne opportuno che Mueller, in quel momento vescovo, si dimettesse.
Citando ancora l’Adresseavisen, Nrk riporta che Bernt Eidsvig, oggi vescovo di Trondheim, ha riferito che la notizia non venne divulgata perché la vittima preferì restare nell’anonimato. «La persona in questione è attualmente ben al di là della maggiore età – ha detto Eidsvig al quotidiano locale – La Chiesa ha ottenuto l’assicurazione che il caso è prescritto per la legge norvegese». Stando alla tv Nrk, non è stato possibile rintracciare Mueller perché dopo le dimissioni si è sottoposto a “trattamento psicologico e cure spirituali”, come ha riferito Eidsvig.
La conferma della notizia arriva anche dal direttore della sala stampa del Vaticano, padre Federico Lombardi, che scrive in una nota: «La vicenda riguarda un caso di abuso sessuale di un minore dell’inizio degli anni ’90, venuto a conoscenza delle autorità ecclesiastiche nel gennaio del 2009. La questione fu affrontata ed esaminata con rapidità tramite la Nunziatura di Stoccolma, per mandato della Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel maggio 2009 il vescovo presentò le dimissioni, che vennero tempestivamente accettate dal Santo Padre, e in giugno lasciò la Diocesi. Si sottopose a un periodo di terapia e non svolge più attività pastorale. Dal punto di vista delle leggi civili il caso era prescritto. La vittima, oggi maggiorenne, ha sempre chiesto di rimanere anonima».
Mara Monfregola