CINQUE PROIETTILI PER CIANCIMINO. CITATI ANCHE VIOLANTE E MARTELLI

CINQUE PROIETTILI PER CIANCIMINO. CITATI ANCHE VIOLANTE E MARTELLI

BOLOGNA, 7 APR. – Nuove minacce per Massimo Ciancimino. Il figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito ha ricevuto nei giorni scorsi una busta contenente cinque proiettili di kalashnikov, recapitata alla sua residenza bolognese. La notizia è uscita soltanto martedì.

A causa del suo ruolo di testimone diretto nelle indagini di Palermo e Caltanissetta, e sulle rivelazioni fra la collusione fra Stato e mafia durante il periodo delle stragi, Massimo Ciancimino ha già ricevuto diverse intimidazioni e lettere minatorie, che lo hanno costretto a vivere sotto scorta.

L’ultima busta, oltre ai cinque proiettili lunghi dieci centimetri, conteneva anche una lettera dattilografata, in cui si fanno i nomi dell’ex Presidente della Camera e giornalista Luciano Violante, dell’ex Ministro di Grazia e Giustizia e conduttore televisivo Claudio Martelli (definiti “traditori” e “recidivi”), oltre che dei pm Antonio Ingroia e Antonino Di Matteo anch’essi già vittime di minacce per il loro impegno nella lotta alla mafia. Citati anche il Procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari, il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza e il giornalista Michele Santoro. Il documento parla chiaramente della testimonianza che Ciancimino avrebbe reso ai magistrati.

Vito Ciancimino è stato condannato nel 2001 a tredici anni per favoreggiamento e concorso esterno in associazione mafiosa e a un risarcimento danni al comune di Palermo pari a 150 milioni di euro. Grazie alle informazioni raccolte, il figlio ricopre un ruolo-chiave nel processo per favoreggiamento che vede imputati il Generale del Ros Mario Mori e il Colonnello Mauro Obinu, accusati della mancata cattura di Bernardo Provenzano.

Sull’episodio degli ultimi giorni indaga attualmente la Digos di Bologna, e i proiettili verrano analizzati dalla Polizia Scientifica.

Diletta Sarzanini

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