REGGIO EMILIA, METTE UNA TAGLIA SULLA TESTA DEL PADRE: ARRESTATA PER TENTATO OMICIDIO RAGAZZA DI LUZZARA

REGGIO EMILIA, METTE UNA TAGLIA SULLA TESTA DEL PADRE: ARRESTATA PER TENTATO OMICIDIO RAGAZZA DI LUZZARA

REGGIO EMILIA, 22 MAR. – Una ventiseienne di Suzzara (Mn), residente nel Reggiano, è stata arrestata stamani dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia. Secondo gli inquirenti la donna avrebbe reclutato due killer per far uccidere il padre.  Fortunatamente i due sicari hanno fallito il bersaglio in due differenti agguati: il primo ha colpito a suon di fendenti la vittima, fortunatamente solo ferendola, l’8 gennaio scorso; il secondo, invece, ha rifiutato l’incarico affidatogli dalla figlia. Nell’inchiesta sono indagati anche la madre(in stato di libertà provvisoria) e il compagno mantovano della ragazza. Presumibilmente il piano patricida nasce per porre fine alle continue vessazioni subite dal padre.

L’INDAGINE – Sono pesanti le accuse che gravano sulle due donne coinvolte nell’indagine condotta dai dei carabinieri di Reggio Emilia e Guastalla: concorso in tentato omicidio. Fermato, con la stessa ipotesi d’accusa un amico della ragazza, un ventiseienne di Suzzara (Mantova), che l’8 gennaio scorso reclutò il primo sicario, indicandogli il piano di esecuzione e la vittima designata. Un episodio, quello di due mesi e mezzo fa, senza un movente ben definito secondo i militari, che arrestarono un mantovano di 22 anni, A.G. Il sicario in piena notte aggredì alle spalle e accoltellò a una spalla in strada a Luzzara la vittima predestinata, che stava per salire in auto per recarsi al lavoro in un mulino. L’uomo però riuscì abilmente difendersi, quindi a disarmare e immobilizzare l’aggressore, che ai carabinieri disse poi di aver agito perché quell’uomo, che non conosceva e non aveva mai visto prima, “gli stava antipatico”.

COLPO DI SCENA – La ragazza, con il placet della madre, dopo il primo fallimento aveva selezionato e assoldato un nuovo killer, pagandolo con un anticipo di 5.000 euro, soldi che la stessa vittima inconsapevolmente aveva consegnato alla figlia-carnefice perché facesse una vacanza (mai realizzata) negli Stati Uniti. Ma il secondo killer, non avendo reali intenzioni omicide, si era invece rivolto ai carabinieri, fornendo elementi importanti per le indagini coordinate dai pm Valentina Salvi e Isabella Chiesi.

Massimiliano Riverso

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