LAZIO, IL TAR DA IL COLPO DI GRAZIA E A ROMA RESTA FUORI LA LISTA PDL
ROMA, 9 MAR. – I giudici del Tar Lazio hanno respinto la richiesta con cui il Popolo della Libertà contestava la decisione della Corte d’Appello di escludere la lista di Roma e provincia. I giudici hanno rinviato al 6 maggio l’udienza per discutere il merito del ricorso, spiegando che l’eventuale rinvio alla Corte Costituzionale sulla legittimità del decreto cosiddetto “salva-liste” sarà deciso in quella sede. Il ricorso non è stato dunque respinto ma, allo stesso tempo, le toghe hanno deciso di non riammettere in via cautelativa la lista. Il decreto “salva-liste”, secondo i giudici, non “può trovare applicazione perché la Regione Lazio ha dettato proprie disposizioni in tema elettorale esercitando le competenze date dalla Costituzione”.
Il responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani, dopo la decisione del tribunale regionale, ha sottolineato che la legge che è in vigore non può essere dichiarata incostituzionale dal Tar, e ha preannunciato ricorso al Consiglio. Intanto, dal Quirinale, i collaboratori del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, hanno riferito che i pronunciamenti giudiziari si rispettano e che bisogna aspettare che si concluda l’iter previsto. Anche il Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, non ha rilasciato dichiarazioni: chiuso ad Arcore, aspetta martedì per intervenire nella questione, con il pronunciamento della commissione elettorale del Tribunale di Roma, che ha accolto il plico con la lista del Pdl. Nel frattempo il ricorso al Consiglio di Stato è pronto, visto che, a giudizio di molti nel partito, il Tar nelle motivazioni della sentenza sarebbe entrato nel merito della questione oltre le proprie competenze. Parallelamente, l’attesa del Pdl è per il pronunciamento di martedì: la commissione elettorale ha accettato le liste, dicono nel partito, che non possono non essere ammesse.
Il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, invece, ha rilevato che se il Tar decide che la lista è fuori, quella lista resta fuori nonostante il decreto del governo, aveva detto prima della sentenza del tribunale capitolino. Il Tar del Lazio ha respinto anche la richiesta con cui Gianguido Saletnich e Valentino Camponeschi avevano contestato l’esclusione della lista “Roberto Fiore presidente” dalla consultazione. Il listino collegato alla candidatura a presidente della regione del leader di Forza Nuova era stato respinto definitivamente dalla Corte d’Appello di Roma il 2 marzo, sul presupposto che il delegato alla presentazione della lista non sarebbe stato munito di delega autenticata da un notaio e che non ci sarebbe stata nella lista la rappresentanza di entrambi i sessi in pari misura.
Davide De Stavola
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