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OSCAR, IL TRIONFO DEL SESSO DEBOLE. THE HURT LOCKER RIDICOLIZZA AVATAR

LOS ANGELES, 8 MAR. – “Speriamo che sia femmina”: “The Hurth locker”, diretto da Kathryn Bigelow vince l’Oscar per il miglior film, battendo il super-colossal “Avatar”, diretto dall’ex marito di lei, James Cameron. Siamo di fronte ad una situazione paradossale; nonostante in molti possano vederci la sconfitta di Golia ad opera di Davide, penso che Hollywood abbia dimostrato una volta di più la sua schizofrenia, premiando un film flop d’incassi ed ignorando un film rivoluzionario per molti aspetti.

A molti non è piaciuto Avatar: eppure, a moltissimi altri si; il pregio di questo film sta proprio nell’essere uno “spartiacque”, dividendo il pubblico in fan e detrattori, così come può accadere solo alle grandi opere. A ben vedere, nel confronto tra la Bigelow e il suo ex marito, possiamo fare un confronto sulla visione maschile/femminile del mondo; infatti, in entrambi i film protagonisti sono soldati (certo, siamo in Usa): Jake Sully, il protagonista di Avatar, un marine costretto sulla sedia a rotelle che riscatterà se stesso nell’amore e diventando capo dei ribelli Na’vi, rispecchia un universo maschile fatto di grandi battaglie, desiderio di libertà e contatto con la natura primitiva, fatta di boschi e caccia. I “non protagonisti” della guerra in Iraq di “The Hurt locker” sono uomini mandati a combattere nel deserto, sempre all’erta per non essere le vittime di un probabile kamikaze, e che tornati in patria faticheranno a trovare un posto nella società, la stessa che nella propaganda fa di loro degli eroi.

Avatar ha vinto tre Oscar: scenografia, fotografia, effetti speciali; “The Hurt locker” porta a casa: miglior film, regia, sceneggiatura, suono e montaggio suono; il film della Bigelow, ambientato in Iraq, parla dell’impossibilità dei soldati di ritornare ad una vita “normale” a causa dell’adrenalina sviluppata in combattimento. Il premio per il migliore attore è andato a Jeff Bridges, protagonista di “Crazy hearth”, e quello di migliore attrice (finalmente) a Sandra Bullock; fra gli attori non protagonisti vincono la straripante Mo’nique di “Precious” e Christhoph Walz dell’ultimo film di Tarantino, “Bastardi senza gloria” che, candidato a bene sette premi Oscar, ne ritira solo uno….amara consolazione!

L’oscar del miglior film straniero va a “El secreto de sus oyos”, firmato dalle regia dell’argentino José Campanella, quello per i costumi a “The young Victoria”, quello per l’animazione ad “UP” e quello del trucco a “Star Trek”. Tra i premiati anche due talenti italoamericani: Micheal Giacchino per la colonna sonora di “Up” e Mauro Fiore, direttore della fotografia di “Avatar”, che ha ritirando il premio urlando “Viva l’Italia”.

Antonio Ricucci

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