ISRAELE, VISITA UFFICIALE DI BERLUSCONI A GERUSALEMME: UN SUMMIT TRA AMICI

ISRAELE, VISITA UFFICIALE DI BERLUSCONI A GERUSALEMME: UN SUMMIT TRA AMICI

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GERUSALEMME, 2 FEB. – «Ascoltate l’amico» è il titolo che il quotidiano di Tel Aviv, Haaretz, ha dato al suo editoriale nel primo giorno di visita del premier Berlusconi in Israele, il primo febbraio scorso. Una visita della durata di tre giorni che anche il resto della stampa israeliana ha salutato con entusiasmo e amicizia, sentimento, quest’ultimo, che senza risparmio di energie si continua a sottolineare come caratteristico nelle relazioni tra Italia e Israele. Il quotidiano filo-governativo Israel ha-Yom titola: «Benvenuto, Cavaliere!» mentre Yediot Ahronot e Maariv utilizzano un tono ancor più familiare: «Benvenuto, Silvio», il primo in italiano e il secondo in ebraico.

E proprio al legame di amicizia e stima che esiste tra i due Paesi e tra i due premier, fa appello Haaretz che nella giornata di domenica 31 gennaio ha pubblicato un’intervista a Silvio Berlusconi in cui quest’ultimo afferma: «Nella mia veste di amico, la mano sul cuore, voglio dire al popolo e al governo di Israele che insistere con questa politica è un errore. È giunto il momento che Israele e la Siria agiscano di concerto per la pace e in questo contesto le alture del Golan dovranno essere restituite, così che possano essere ristabilite le relazioni diplomatiche e Damasco rinunci a sostenere le organizzazioni che non riconoscono Israele». Il quotidiano infatti suggerisce al premier Netanyahu di far suoi «i consigli dell’amico italiano». Ed è proprio il processo di pace israelo-palestinese e siro-israeliano uno dei temi centrali del vertice che prevede anche un incontro a Betlemme tra Berlusconi e Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp). Un altro nodo cruciale, inoltre, appare l’Iran, per il quale il vice premier israeliano Shalom ha chiesto sanzioni e «aiuto per far inserire le Guardie della Rivoluzione iraniana nella lista europea delle organizzazioni terroristiche». Ancora in nome della profonda amicizia tra i due Paesi, poi, c’è stato l’auspicio che venga contemplata per Israele la possibilità di entrare a far parte dell’Unione Europea, obiettivo che, però, Bruxelles si è affrettata a precisare non essere ancora in progetto, almeno fino a quando non si sarà trovata una soluzione al conflitto palestinese.

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Sono previsti incontri con il ministro degli Esteri Lieberman e il capo dell’opposizione Tzipi Livni mentre mercoledì avverrà l’attesissimo discorso alla Knesset, il Parlamento. Tra gli altri impegni di Berlusconi, una visita alla Foresta delle Nazioni, dove ha piantato un ulivo del KKL, il Keren Kayemeth LeIsrael (l’antica associazione ambientale israeliana sulle colline di Gerusalemme): un gesto di alto valore simbolico e un rito per tutti gli statisti che si recano in Israele; una visita al Memoriale dell’Olocausto Yad Vashem dove ha ravvivato la fiamma eterna che arde nella Sala della Memoria per ricordare i sei milioni di ebrei, vittime del nazismo e dove ha scritto sul libro dei visitatori: «La nostra anima urla: ‘Non è vero, non può essere vero’. Sconfitta grida: ‘Mai, mai più’».

Anna Minutillo

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