AGGRESSIONE A BERLUSCONI: TARTAGLIA VA IN COMUNITÀ TERAUPETICA

AGGRESSIONE A BERLUSCONI: TARTAGLIA VA IN COMUNITÀ TERAUPETICA

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Concessi gli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica per Massimo Tartaglia, l’aggressore del premier. Lo ha deciso, oggi, il gip, Cristina Di Censo, accogliendo l’istanza dei difensori, Daniela Insalaco e Gianmarco Rubino e con il parere favorevole della Procura.


MILANO, 1 FEB. Tartaglia, 42 anni, attualmente in stato di detenzione nel reparto psichiatrico dell’Ospedale San Carlo di Milano era stato arrestato lo scorso 13 dicembre dopo aver colpito al volto, con un gadget raffigurante il duomo, il premier Silvio Berlusconi al termine di un comizio in Piazza Duomo.

Il trasferimento di Tartaglia deve attendere, ora, il nulla osta dei medici del reparto psichiatrico. I legali hanno espresso soddisfazione per questa decisione che permetterà al loro assistito, di essere trasferito in una struttura idonea ed essere sottoposto alle cure necessarie. I due avvocati si sono appellati all’articolo 32 della Costituzione, quello che riconosce il diritto alla salute quale “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, per sottolineare “l’obbligo di considerare prioritarie per Massimo Tartaglia – così come per ogni altro indagato infermo di mente – le sue necessità di cura”. I difensori avevano chiesto il trasferimento in ospedale e la misura di sicurezza presso la comunità terapeutica, già in sede di convalida dell’arresto.

La madre, Donata Tartaglia, raggiunta telefonicamente dalla stampa non era a conoscenza della decisione del gip. “Non sapevo nulla. Ora chiamo per avere notizie. Ma certo – sottolinea – mi sembra una bella cosa”, questo il suo primo commento riguardo la concessione degli arresti domiciliari per il figlio

M. Cristina Reggini

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