BERSANI A BOLOGNA: IL PD C’E’, MA IL GOVERNO DEVE DECIDERE IN FRETTA

BERSANI A BOLOGNA: IL PD C’E’, MA IL GOVERNO DEVE DECIDERE IN FRETTA

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Il Pd fa il punto della questione: “elezioni alla svelta ma con una consultazione ampia”BOLOGNA, 1 FEB. – Sicuramente l’idea di poter conquistare Palazzo d’Accursio a cavallo di un purosangue di nome Romano Prodi, fa gola. “Nessuno puo’ pensare che Prodi non sia una candidatura fortissima”, ha ammesso questo pomeriggio Pier Luigi Bersani, il segretario nazionale dei democratici, durante la riunione a porte chiuse della direzione provinciale del partito. Tuttavia, “Prodi, dopo l’esperienza di governo, ha fatto le sue scelte di vita e quindi noi assolutamente rispetteremo le sue decisioni”.

Bersani smentisce anche le voci di corridoio che lo volevano ospite in Via Gerusalemme: “Oggi non era previsto, non so come sia venuta fuori questa cosa”. D’altra parte, fa notare giustamente il segretario, Romano Prodi non ha bisogno di inviti in marca da bollo. Il Professore rimane nella storia degli ultimi dieci anni l’unico leader della sinistra capace di battere per ben due volte alle elezioni Silvio Berlusconi. Insomma, non ha bisogno di presentazioni, ed “è evidente a chiunque che questa sarebbe una candidatura graditissima”.

Aldilà del sogno chiamato Prodi, quel che è certo, assicura Bersani, è che la scelta del candidato sindaco sarà veloce, ma comunque “con una consultazione ampia”. “Dobbiamo trovare una procedura- spiega Bersani- devono essere i bolognesi a scegliere il loro sindaco, deve essere il Pd e la coalizione a lanciare un metodo per scegliere la candidatura”. La “procedura” è stata decisa questa sera dalla direzione. Sui tre nomi in poll position, Cevenini – Sita – Campagnoli, Bersani è apparso entusiasta: “tutti nomi bellissimi”.

Candidature a parte, il vero tasto dolente riguarda la data delle elezioni. “Il governo – commenta Bersani – è ora che prenda le sue decisioni e noi ci predisporremo ad affrontare la situazione con le nostre proposte e in tempi rapidissimi”. Il voto accorpato è una soluzione “assolutamente accettabile”, continua il segretario.

“Da parte nostra abbiamo avuto un sindaco che ha fatto in modo che la città avesse il suo bilancio, un minuto dopo si è dimesso e in modo irrevocabile e quindi dal suo punto di vista e quello dell’amministrazione comunale non ci sono problemi ad abbinare le elezioni alle regionali” – sottolinea il numero uno del Pd. Il Governo, tuttavia, tarda nel prendere una decisione al riguardo, anche se entro giovedì dovrebbe sciogliere ogni riserva.

Giuliana Sias

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