VELINE ALLA RISCOSSA. QUANDO LA POLITICA DIVENTA SHOW, BEI SORRISI E BELLE FORME VALGONO PIÙ DI MILLE BUONE IDEE

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BOLOGNA, 1 FEB. – Il “partito di plastica” lo si chiamava all’inizio, erede di quel modello di politica inaugurato già durante la prima Repubblica dal “compianto” Bettino Craxi, una politica spettacolo dove mancavano solo “i nani e le ballerine” (come ebbe a dire Rino Formica nel ’91). Nel frattempo però, quel partito di plastica che era Forza Italia è cresciuto, si è evoluto e trasformato, anche radicato se vogliamo, tuttavia, pur nell’attuale, evoluta, formazione, il Pdl sembra non voler rinunciare alla versione aggiornata e dissacrata delle ballerine, cioè alle “veline”.

Con la discesa in campo di Berlusconi, i due mondi, quello dello spettacolo commerciale delle tv private e quello della politica, hanno teso sempre più a toccarsi, come gli opposti che, tira tira, si incontrano. Così, se già la vicenda delle intercettazioni telefoniche tra Saccà, direttore di Rai Fiction, e Berlusconi, lasciava intendere che il Presidente del Consiglio, in veste di imprenditore dello spettacolo, si interessava in prima persona alle sorti professionali di alcune sue “protette”, la vicenda che portò alla separazione del premier dalla consorte Veronica Lario, paventava, ben più gravemente, l’ipotesi che l’intervento di Berlusconi nei confronti delle stesse si estendesse anche alla politica. Alle ultime elezioni europee scoppiò, infatti, la polemica su alcune candidature di soubrette, certo dalla bella presenza fisica, ma di dubbia competenza politica: “ciarpame senza pudore” lo definiva la Lario nella sua famosa lettera ai giornali, aggiungendo anche un indizio sul movente: “tutto in nome del potere” scriveva.

Sesso, possesso, successo… questo, in definitiva, lo scenario che si lasciava intravvedere, o legittimamente sospettare, dietro le candidature politiche di ragazze catapultate direttamente dall’avanspettacolo alla politica.

Dopo le elezioni europee, tocca alle regionali, e sembra che ci risiamo, almeno stando alle indiscrezioni apparse su un articolo del quotidiano La Repubblica. Nulla è ancora ufficiale ma le prime indiscrezioni sul ritorno delle “veline” in politica, hanno già mandato il partito in confusione, tanto che si è affidata ad una nota ufficiale la smentita: “Le voci su candidature femminili all’interno del Pdl non hanno alcun fondamento nella realtà”.

Tuttavia, il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi, tradisce qualcosa affermando che “Berlusconi non candida veline ma donne giovani ed impegnate”.

Chi siano queste “donne giovani e impegnate”, però, non è ancora dato sapere. Vedremo se, certo per puro caso, saranno magari anche bellissime e prorompenti. Quel che è certo, è che nella logica della politica-spettacolo e della politica-televisione, i rapporti tradizionali tra etica ed estetica sono destinati ad essere stravolti

Stefano Spillare

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