BOLOGNA, CONFUSIONE NEL PD. SOTTO LE DUE TORRI ARRIVA “IL PARACADUTE” BERSANI

BOLOGNA, CONFUSIONE NEL PD. SOTTO LE DUE TORRI ARRIVA “IL PARACADUTE” BERSANI

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BOLOGNA, 1 FEBB. – Ieri a Pisa Romano Prodi per i funerali del fratello Giovanni, scomparso a 85 anni. In giornata una telefonata di Bersani per porgere le condoglianze. Il Segretario Nazionale del Pd avrebbe comunicato, inoltre, al Professore del suo arrivo oggi a Bologna per il dopo-Delbono.

Secondo voci attendibili, sembra che Bersani e Prodi non abbiano parlato di candidature, né di un possibile recente ‘scambio’ tra il Segretario e il Professore sul Pd senza guida. Sull’ipotetico incontro oggi a pranzo con Bersani, Prodi avrebbe risposto “non devo vedere nessuno”. Imbarazzante il pressing su Romano Prodi, da parte del centro-sinistra, affinché sia possibile una sua candidatura.

Nessuno nega di voler veder Prodi in veste di sindaco, neanche il filosofo Stefano Bonaga che definirebbe l’avverarsi dell’eventuale speranza come “un gesto d’amore verso Bologna”.

Deludenti i risultati politici negli ultimi anni per la città di Bologna: il Cinzia-gate e le dimissioni del sindaco Flavio Delbono altro non sono stati che il colpo di manna. Intellettuali, imprenditori, gente semplice sta travolgendo via Gerusalemme di messaggi, spesso toccanti affinché l’ex Presidente del Consiglio possa avere ripensamenti, in merito alla sua decisione di stare al di fuori della politica attiva.

Il pressing è imbarazzante per Prodi e, quasi ogni giorno, la sua portavoce Sandra Zampa, deputato del Pd, rilascia che “Prodi ringrazia, ma non ha cambiato idea”.

È più che certo che Romano Prodi, da tutti acclamato ed in particolare dal centro-sinistra, rappresenti una speranza vivissima per la città di Bologna. La sua operatività potrebbe essere la soluzione dei diversi flop accumulati dal centro-sinistra, negli ultimi dieci anni. L’inventore dell’Ulivo potrebbe far dimenticare ai cittadini bolognesi l’improvvisa fuga di Cofferati e la caduta di Flavio Delbono a sindaco dopo solo sette mesi.

Caso mai il Professore non accettasse di candidarsi, sarebbe davvero difficile trovare un suo perfetto sostituto in grado di convincere seriamente la città di Bologna.

Ai tre nomi che circolano, ieri si è aggiunto quello lanciato dalla dipietrista Silvana Mura di Andrea Segrè, il Preside della Facoltà di Agraria.

Oggi è previsto l’arrivo di Bersani a Bologna che lancerà, con il Pd bolognese, una consultazione della base e delle forze sociali. L’obiettivo è trovare un candidato condiviso con primarie di coalizione anche se si voterà il 28 marzo. La data, ovviamente, è ancora ufficiosa.

Ai problemi giuridici noti, si sono aggiunti quelli politici nel centro destra: duro il braccio di ferro tra Pdl e Udc. Il Pdl ha lanciato il nome di Giancarlo Mazzuca, deputato, già direttore del Resto del Carlino, nonché silurato da Guazzaloca come “un paracadutato da Arcore”, quest’ultima, opinione condivisa dall’Udc che accetterebbe un patto solo su un suo uomo, Gian Luca Galletti.

Maurizio Gasparri, dal suo canto, ha dichiarato che “Mazzuca è un candidato vero” e ha chiesto all’Udc di sostenere la sua candidatura. A discapito, Pier Ferdinando Casini ha affatto palesato alcuna volontà di accodarsi e, in polemica con D’Alema, ha dichiarato ieri: “Noi non siamo un salvagente del Pd il nostro obiettivo è smantellare i due poli”.

Rita A. Cirelli

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