GIORNATA DELLA MEMORIA: DOPO 65 ANNI, PER NON DIMENTICARE
ROMA 27 GENN. - Oggi al Quirinale le celebrazioni ufficiali in memoria del sessantacinquesimo anno dalla liberazione degli ebrei dai campi di sterminio di Auschwitz. Oltre al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, erano presenti le più alte cariche cariche dello Stato, gli amministratori locali, una quantità di ex deportati con le loro famiglie e studenti che hanno partecipato a un concorso che premia i migliori lavori scolastici che approfondiscono la conoscenza della Shoah. Napolitano ha voluto che tutto si svolgesse al Quirinale “perché è la casa degli italiani, ed è bello sentire qui la voce dei ragazzi che hanno studiato la resistenza, la guerra e l’epilogo tragico dello sterminio degli ebrei.” Con voce commossa, ha aggiunto “Vedere come si sono dedicati a questo studio è motivo di conforto per noi”.
Il Presidente della Repubblica ha riservato il posto d’onore al premio Nobel Elie Wiesel. «Lei rappresenta la voce più alta che potessimo ascoltare oggi, e saremo lieti di ascoltare il suo intervento a Montecitorio», ha detto Napolitano a Wiesel, ringraziandolo per aver partecipato. «Lei ha meritato in Italia ammirazione e rispetto per l’impegno incessante a tenere alta la memoria e la lotta per i diritti umani per una pacifica convivenza tra i popoli». Sono intervenuti anche, a ricordare la tragedia, il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna e il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe Pizza. Napolitano ha premiato le scuole vincitrici del concorso e ha conferito 80 medaglie ai sopravvissuti, più una medaglia d’oro al merito civile alla memoria di Emilia Marinelli Valori, che nei primi anni ’40, a Meolo (Venezia), “a rischio della propria vita offrì sostegno alle forze partigiane e organizzò un’attività clandestina per dare assistenza a molti ebrei e perseguitati, che riuscì a sottrarre alla deportazione e alla morte”. La medaglia è stata ritirata dal figlio, Giancarlo Elia Valori.
«Il 27 gennaio del 1945 vennero aperti i cancelli del campo di concentramento nazista della citta polacca nota come Auschwitz e vennero liberati i pochi superstiti», ha detto papa Ratzinger ai fedeli riuniti nella Sala Nervi. «Tale evento e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono al mondo l’orrore di crimini di inaudita efferatezza, commessi nei campi di sterminio creati dalla Germania nazista». Benedetto XVI ha voluto ricordare “tutte le vittime dell’annientamento pianificato degli ebrei” e celebrare l’onore “di quanti, a rischio della propria vita, hanno protetto i perseguitati, opponendosi alla follia omicida”. «La memoria delle innumerevoli vittime di un cieco odio razziale e religioso che hanno subìto il dramma della Shoah susciti un sempre più convinto rispetto per la dignità di ogni persona, perché tutti gli uomini si percepiscano una sola grande famiglia», è stato l’appello del Pontefice commosso, che, concludendo, ha invocato Dio “affinché non si ripetano più tali tragedie”.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berluconi ha detto che “il ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati italiani nei campi nazisti è un dovere, perché tutto ciò non possa più accadere”. L’istituzione del Giorno della Memoria, avvenuta dieci anni fa tramite un’apposita legge, “è un’iniziativa importante del Parlamento, che ha portato all’attenzione di tutto il Paese il ricordo di un evento fino a quel momento coltivato prevalentemente dalla comunità ebraica, che ne è stata vittima”, scrive il premier in una nota. “Grazie a questo provvedimento il ricordo della Shoah è uscito dallo stretto ambito privato ed è stato affidato alle Istituzioni il compito di rendere omaggio alle vittime e di proteggere le future generazioni da deliranti ideologie ispirate dall’odio razziale”.
Il presidente del Senato Renato Schifani, accompagnato dal Segretario generale, alla Risiera di San Sabba, emozionato e commosso, ha ricordato l’importanza di questo giorno, strumento indispensabile per salvare la speranza del futuro. «La verità dell’olocausto va compresa fino in fondo», ha spiegato Schifani, parlando anche di attualità . «Ogni ipocrisia va smascherata. Oggi i confini di Israele sono i nostri stessi confini, i confini della nostra civiltà e della nostra storia. Ricordare non vuol dire solo gettare lo sguardo al passato, ma gettare i ponti per un futuro di pace. In questo senso, oggi ogni uomo è ebreo. Anche io oggi sono ebreo», ha concluso Schifani.
Ma questa giornata non ha lo stessa valenza per tutti. “Olocausto propaganda sionista” e “27/01: ho perso la memoria”, con il disegno di una croce celtica, è stato scritto con una bomboletta spray nera sul muro all’ingresso del Museo della Liberazione a Roma, in via Tasso. Le ha scoperte questa mattina Agostino, il custode del museo, di cui è stata imbrattata anche la targa di marmo all’ingresso. “Sono dei cretini”, ha detto il custode, che ha subito avvisato il commissariato di via Petrarca, “non bisognerebbe dargli tanta importanza, perché è quello che vogliono”. Un mezzo del servizio decoro dell’Ama, l’azienda che si occupa di rifiuti a Roma, ha cancellato con potenti getti d’acqua le scritte anti-semite.
Intanto, dall’Iran, arriva una dichiarazione della guida suprema Alì Khamenei: “un giorno verrà in cui le nazioni della regione mediorientale assisteranno alla distruzione del regime sionista”. Ieri sera Khamenei ha incontrato a Teheran il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Abdel Aziz, e oggi il suo sito riportava questo discorso: “Il regime sionista attraverso le pressioni, il blocco e il genocidio vuol far sparire la Palestina dalle nazioni islamiche, ma non ci riuscirà .” Come e quando avverrà la distruzione del regime sionista, ha aggiunto Khamenei, “dipenderà dal modo in cui le nazioni islamiche affronteranno la questione”.
Mara Monfregola