OTTO E MEZZO, FLAVIO DELBONO RESPINGE RUMORS SU CANDIDATURA PRODI E SBUGIARDA CINZIA

OTTO E MEZZO, FLAVIO DELBONO RESPINGE RUMORS SU CANDIDATURA PRODI E SBUGIARDA CINZIA

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ROMA, 27 GENN. – Ieri Flavio Delbono, sindaco dimissionario del Comune di Bologna, è stato ospite al programma preserale “Otto e mezzo”, condotto da Carmen La Sorella. In primis, respinta ogni voce secondo cui Romano Prodi avrebbe consigliato all’attuale Sindaco di dimettersi dal suo incarico.

Poi, l’attenzione si è subito incentrata sull’inchiesta giudiziaria “Cinzia-gate”, alle cui domande Delbono non ha esitato a rispondere: “La mia leggerezza principale è stata quella di mischiare in modo inopportuno la mia vita amministrativa e personale. Questo è il peccato originale” – aggiunge – “Ho la coscienza a posto, non sono ricattabile”.

L’ex sindaco dichiara pubblicamente, durante l’intervista a LA7, di “non aver usato soldi pubblici per fini privati”. Fermo nelle sue parole, precisa: “Io, e lo dimostrerò, non ho mai pagato con soldi pubblici. Ho ammesso solo un errore, in base a cui ero in vacanza e mi fu riconosciuta una diaria, per circa 480 euro”.

Le due strade, soldi pubblici e relazione con Cinzia Cracchi, secondo l’attuale inchiesta sembrano incrociarsi. Flavio Delbono preme a chiarire i suoi aiuti economici alla Cracchi: “L’ho sempre aiutata. Le sue spese e i viaggi li pagavo io. Il bancomat era alimentato da me e dato dal mio amico imprenditore a lei perché, per ragioni di riservatezza, preferivo non mettere nella borsa della signora un bancomat intestato a me” – continuando – “Cinzia non aveva nessuno status di privilegio rispetto agli altri nella mia segreteria”. L’inchiesta su Delbono procede, però, anche sull’affidamento di appalti. Il sindaco, al riguardo, risponde: “Non mi sono occupato di appalti”.

“Ormai comincia a essere frequente una situazione in cui alcuni attacchi personali colpiscono esponenti del centrosinistra, veicolati da giornali o tv. Di lì il caso diventa giudiziario e ci si dimette. Poi ci si dimentica il capo di imputazione. Credo che su questo bisogna riflettere” – l’appello lanciato dall’ex sindaco di Bologna.

A discapito, Delbono critica l’atteggiamento di Antonio Di Pietro: “Ho trovato particolarmente sgradevole che un leader nazionale di un partito che sostiene la mia maggioranza si prenda la briga di venire a Bologna per chiedere le mie dimissioni”. La motivazione dell’attuale sindaco uscente è che in Italia c’è chi attacca i giudici e, quindi, “cerca di delegittimarli, il prototipo è Berlusconi”. Poi, c’è chi “attacca gli indagati”, per Delbono sarebbe imputabile la reazione di Di Pietro. Spiega Delbono: “Attaccare un indagato mi sembra prematuro, preventivo e precoce” .

Rita A. Cirelli

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