CASO DELBONO, IL DAY AFTER DEL SINDACO DIMISSIONARIO. LACRIME E DELUSIONE TRA LA GIUNTA

CASO DELBONO, IL DAY AFTER DEL SINDACO DIMISSIONARIO. LACRIME E DELUSIONE TRA LA GIUNTA

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(A cura di Mara Monfregola) – «Ho già deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla mia carica», questo, dopo l’anticipazione di Sergio lo Giudice, capogruppo Pd in Comune, ha annunciato ieri alle 15 nell’aula del Consiglio Comunale il sindaco Flavio Delbono, coinvolto nel Cinzia-gate e indagato per peculato, abuso d’ufficio e truffa aggravata. Se sabato scorso si era detto deciso a non dimettersi, ha poi spiegato che “i modi e i tempi richiesti per difendermi eventualmente in sede giudiziaria rischiano di avere ripercussioni negative sulla mia attività di sindaco”. E ha aggiunto: «La storia di questa città e la lunga tradizione di impegno civico fanno sì che a Bologna ci sia una cultura diversa rispetto alle altre città. Bologna per me viene prima di tutto». Delbono, nel suo discorso ha detto di ritenere “doveroso non fornire dettagli sul contenuto dell’interrogatorio, che è stato secretato” e ha ribadito che farà quanto in suo potere per “dimostrare la totale liceità del suo comportamento su vicende che hanno insinuato dei dubbi sul suo operato”. Si è detto “orgoglioso delle cose fatte in questi mesi e di quelle che farà ancora per Bologna”, ricordando che nei prossimi giorni inizierà in aula l’esame per l’approvazione del bilancio 2010, “di cui rivendica la bontà nell’interesse della città“.

Dopo la seduta in aula il sindaco ha incontrato la stampa in Comune. A chi gli ha chiesto cosa pensa di fare in futuro, Delbono ha risposto che intende tornare a insegnare all’università. E per quanto riguarda l’accusa formulata dal centrodestra di aver rinviato troppo a lungo la decisione di dimettersi, esponendo così la città a un commissariamento di almeno un anno, il sindaco si oppone energicamente: «Trovo stravagante che questa osservazione provenga dal rappresentante del partito che è al governo. Se gli sta a cuore Bologna, possono fare un decreto legge, un’operazione bipartisan, e si potrebbe votare già in autunno». Ma Sacconi, ieri sera, ha assolutamente negato la possibilità di un decreto d’urgenza perchè “creerebbe un precedente che si preferisce evitare”.

Durante la conferenza il sindaco ha anche messo a tacere le voci secondo cui le dimissioni sarebbero state dettate da una pressione politica da parte di Romano Prodi e Pierluigi Bersani. In realtà, proprio la portavoce di Prodi ha smentito la protezione del partito. Anche se in questa situazione drammatica il sindaco ha preferito un’uscita di scena concordata con il partito, pare innegabile che a fargli cambiare idea siano state le pressioni esercitate su Delbono dall’ex governatore Vasco Errani e dall’ex premier Romano Prodi.

“Non sei più compatibile con l’inchiesta. E’ meglio se ti dimetti”, avrebbe detto Prodi al sindaco in una telefonata notturna. Ecco allora Delbono pronto a fare dietrofront e a ritrattare la sua posizione di sabato scorso, dal momento che la sua ostinazione a rimanere in sella “non era in linea con il partito”. Ma non è tutto: secondo le recenti indiscrezioni, il sindaco avrebbe deciso di dare la comunicazione in tutta fretta per bruciare la conferenza stampa, che era prevista per le 14, in cui Antonio di Pietro avrebbe trattato l’argomento. La situazione è agitata e il Pdl ha mandato a Bologna il Ministro del Lavoro Sacconi per gestire la crisi.

La faccenda preoccupa l’Ascom provinciale. «L’inchiesta non fa bene alla città» ha commentato il presidente dell’associazione Enrico Postacchini, che non volendo esprimere commenti in merito semplicemente si augura «che la politica possa ritrovare la via della serietà e della responsabilità. Sarebbe gravissimo se questa si dovesse fermare». Il ruolo dell’Ascom è quello di “sopperire alle carenze”, però, continua Postacchini, «come associazione parapubblica abbiamo bisogno di interlocutori seri e affidabili». In ogni caso, nonostante la bufera che è esplosa, ha concluso dicendo che l’Ascom continuerà la sua missione. «Siamo un’associazione con credibilità riconosciuta. Non ci stancheremo di essere propositivi». Nel frattempo infatti, si apre il confronto e si spera di passare in fretta a qualcosa di concreto.

E se in molti hanno giudicato quello del sindaco “un gesto di serietà e responsabilità“, qualcuno è rimasto sorpreso. “Mi sembra una follia”, è stato il commento di Milena Naldi, assessore della Casa. L’assessore Luisa Lazzaroni accusa la stampa di aver messo il dito nella piaga: “Quando tutto sarà finito e sarà provata la sua innocenza, tutti rimpiangeremo Flavio Delbono”. L’assessore al bilancio, Villiam Rossi, durante l’annuncio del sindaco era in riunione con i sindacati: “Quando ho letto la notizia sul palmare ho sospeso l’incontro. Delbono ha sempre proferito la sua innocenza, non so cosa sia cambiato”. Molto dispiaciuta anche l’assessore Nicoletta mantovani: ” Lo apprezzo per questa scelta coraggiosa e gli esprimo tutta la mia solidarietà“. Evidentemente gli assessori avevano sottovalutato l’intera vicenda.

Per l’ex sindaco Giorgio Guazzaloca, “quello che è avvenuto in questi giorni ha creato una divaricazione tra la credibilità che deve avere un amministratore e quello che i cittadini hanno colto in questa vicenda.” «Questa è una delle conclusioni di un percorso iniziato molti anni fa», dice Guazzaloca, «Questa città non è più il modello che è stata negli anni ’60 e ’70, ma nessuno ha voluto ammetterlo. Si è voluto continuare in una sorta di accanimento terapeutico, e ora pagheremo anche questi mesi di immobilismo». Parole dure anche da Alfredo Cazzola, che era in corsa con Delbono lo scorso anno alla carica di sindaco, ma che non ha nessuna intenzione di ricandidarsi: «ho avuto ragione a dire che non era un candidato sindaco adeguato», anche se afferma di non provare soddisfazione per come si è conclusa questa storia. «Da parte mia non c’è stata nessuna strategia politica, è Delbono l’unico attore di tutta la vicenda». Sui tempi delle dimissioni del sindaco, Cazzola preferisce non esprimere alcuna opinione, ma giudica il gesto “una cosa più che giusta”. «Quanto emerso dall’inchiesta è più che sufficiente, non c’è solo una questione giudiziaria», afferma l’ex patron del Bologna, che sul Cinzia-gate ha ancora da dire: «E’ emersa una figura molto controversa», riferendosi a Delbono. «Anche nel rapporto con la sua compagna, vittima di azioni di mobbing molto significative», conclude Cazzola.

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