CINZIA-GATE, IL PD SPINGE DELBONO ALLE DIMISSIONI. INVERSIONE AD U DEL SINDACO

CINZIA-GATE, IL PD SPINGE DELBONO ALLE DIMISSIONI. INVERSIONE AD U DEL SINDACO

BOLOGNA, 25 GEN. Come previsto il PD ci ha messo lo zampino. Non si spiega altrimenti “l’inversione ad U” di Flavio Delbono, che solo due giorni fa, dopo il colloquio con la pm Morena Plazzi

, ruggiva addosso a chi gli paventava l’ipotesi delle dimissioni, salvo poi diramare un comunicato possibilista nella serata di ieri.

Nel frattempo, però, non sono apparsi sulla scena ulteriori elementi, né la Cracchi ha rilasciato altre dichiarazioni. Cosa può aver fatto mutare allora la posizione del sindaco ? Nei giorni scorsi i vertici regionali del PD mal celavano fastidio per l’atteggiamento oltranzista di Delbono, il quale affermava di non voler lasciare la poltrona di Palazzo d’Accursio neanche se rinviato a giudizio. Lo stesso Luciano Sita, assessore di punta della giunta comunale bolognese si era spinto a dire: “Sì, sono a disagio, a questo punto bisogna fare una valutazione politica della vicenda alla quale prenda parte anche Delbono, deve esprimersi qualche organo collegiale”.

Se non si tratta di una mozione di sfiducia, poco ci manca. Senz’altro l’apertura della campagna elettorale per le elezioni regionali ha rappresentato un fattore d’irritazione per il Partito Democratico, che, di fronte a quella che si preannuncia essere una debacle, contava almeno di confermare in Emilia-Romagna il suo strapotere. Inoltre, i Democratici, privi a livello nazionale di un messaggio politico forte, dominati sul piano dell’antiberlusconismo e della questione morale dai “fratelli coltelli” dell’IDV, stanno perdendo agli occhi dell’opinione pubblica anche il fiore all’occhiello del modello amministrativo emiliano-romagnolo.

E’ dunque comprensibile il nervosismo. Resta da capire se, in vista di una scadenza elettorale imminente, il PD debba augurarsi le dimissioni del sindaco, con il rischio di perdere la città di Bologna al prossimo turno, o la tenuta di Delbono, pur fra mille polemiche. Ai posteri l’ardua sentenza …

Antonio Del Prete

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