INCHIESTA MEDIATRADE, NEL MIRINO I FONDI NERI OCCULTI DI MEDIASET. INDAGATI PREMIER E PIERSILVIO
MILANO, 24 GENN. – La Procura di Milano ha chiuso l’inchiesta “Mediatrade-Rti” che vede coinvolto nell’ennesimo caso giudiziario Silvio Berlusconi.
La Guardia di finanza, infatti, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 12 persone, tra le quali spiccano i nomi del Premier, del figlio Pier Silvio, di Fedele Confalonieri e del produttore americano Frank Agrama, nei confronti dei quali si profila, pertanto, la richiesta di rinvio a giudizio.
L’inchiesta ha avuto origine nel 2007 a seguito di alcune operazioni di perquisizione avvenute presso la Rti – società del gruppo Mediaset – ed una società riconducibile all’americano Frank Agrama. Il suo oggetto riguardava presunte irregolarità sulle operazioni di compravendita dei diritti televisivi finalizzate – secondo l’ipotesi accusatoria dei p.m. Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro – alla creazione di fondi neri occulti.
In virtù di quanto si legge nelle nove pagine dell’atto conclusivo delle indagini, Silvio Berlusconi, Frank Agrama e i manager Daniele Lorenzano, Roberto Pace e Gabriella Ballabio – per i quali si ipotizza il reato di appropriazione indebita aggravata – operavano «all’interno di un sistema di frode […] in forza del quale i diritti di trasmissione […]venivano acquistati da Mediaset a prezzi gonfiati per il tramite di società di comodo».
Questo sistema – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe, pertanto, permesso agli indagati di depositare su fondi esteri la somma di circa 34 milioni di dollari.
Pier Silvio Berlusconi (in qualità di presidente di Rti e vice presidente di Mediaset) e Fedele Confalonieri nell’ambito della stessa inchiesta sono, invece, indagati in concorso con il Premier ed altri dirigenti,  per il reato di frode fiscale.
Secondo la ricostruzione dei P.m. essi, tra il 2005 ed il 2009, grazie a questo illecito sistema avrebbero evaso il fisco per una somma di circa 8 milioni di euro.
Immediata è stata la smentita di tutte le accuse attraverso un comunicato stampa da parte del gruppo Mediaset.
Valeria Castellano