OMICIDIO A NOVARA, L’IMPRENDITORE ETTORE MARCOLI FREDDATO DA KILLER NEL SUO UFFICIO
NOVARA, 21 GENN. – Agguato mortale questa sera a Romentino, nel novarese. Un imprenditore di 35 anni, Ettore Marcoli, e’ stato freddato da un proiettile al petto mentre si trovava nel suo ufficio. A trovarlo immerso in una pozza di sangue e’ stato il padre Ezio, che insieme a un dipendente era al lavoro nella palazzina di fronte. L’uomo ha sentito il colpo di pistola e si è precipitato immediatamente in cortile, dove ha visto un’auto di grossa cilindrata scomparire nel buio. La tragedia si è consumata intorno alle 19. Nella cava di proprietà dei Marcoli, famiglia di imprenditori edili famosa nel novarese per la sua attività , la vittima stava terminando la sua giornata di lavoro. Il custode se n’era appena andato e il padre stava parlando con un dipendente nella palazzina di fronte, a due passi dalla grossa cancellata d’ingresso.
Il continuo tam tam di camion era cessato e sulla cava, una zona isolata in aperta campagna, era ormai calato il buio. All’improvviso il colpo di pistola, che ha fatto gelare il sangue nelle vene di papà Ezio. L’uomo e il suo dipendente si sono precipitati fuori e hanno visto i fari di un’auto sparire a tutta velocità nella notte. Impossibile riconoscere il modello dell’auto, né ricordare la targa. I due, infatti, si sono subito precipitati nell’ufficio del giovane Ettore. La vittima era lì, ancora agonizzante, seduto sulla poltrona dietro alla scrivania. In mezzo al petto un’enorme chiazza di sangue che spuntava dalla camicia. L’allarme è stato immediato, ma per il giovane imprenditore – spostato con Susanna e con un figlio, Lorenzo, di appena sei mesi – non c’è stato nulla da fare.
Sul posto sono prontamente intervenuti i carabinieri, guidati dal comandante provinciale, colonnello Pasquale Capriati, e dal maggiore Emanuele Caminada del nucleo operativo. Coordina le indagini il magistrato di turno, Ciro Caramore. Al momento gli investigatori, che mantengono il massimo riserbo, non escludono nessuna ipotesi. Neppure quella della rapina finita male, anche se nell’ufficio non sono stati trovati segni di colluttazione. La ditta Marcoli, che era stata fondata dal padre e dallo zio della vittima, aveva partecipato alla costruzione di importanti opere, tra cui l’ultimo lotto della tangenziale di Novara. Negli ultimi mesi, però, stava attraversando un periodo di crisi.
Massimiliano Riverso