ALÌ AGCA TORNA LIBERO DOPO 30 ANNI: “PREGHERÒ SULLA TOMBA DI PAPA WOJTYLA”
ROMA, 18 GENN. – Oggi, dopo 30 anni, torna libero Alì Agca, famigerato attentatore di Papa Karol Wojtyla.
Viene fatto uscire da una porta laterale del carcere di Sincan; i giornalisti non riescono ad avvicinarlo, ma i suoi legali distribuiscono ai presenti fotocopie di un messaggio manoscritto dall’ex detenuto, che si rivela una sorta di delirio pseudo-religioso.
Eccone uno stralcio: “Articolo 1: Dio è unico fino all’eternità. Dio è completo fino all’eternità. La trinità non esiste. Articolo 2: Io non sono Dio. Io non sono figlio di Dio. Io sono Gesù eterno, cioé il sacro verbo rinato con ossa e carne. Sono il servo superiore eterno di Dio, non esiste una cosa come la trinità. Articolo 3: Lo spirito santo è solo un angelo creato da Dio. La trinità non esiste. Articolo 4: Dichiaro che è arrivata la fine del mondo. Tutto il mondo sarà distrutto entro questo secolo. Ogni uomo morirà entro questo secolo. Articolo 5: La Bibbia è piena di errori. Io scriverò la Bibbia perfetta”.
Oltre al suo programma “filosofico”, Agca ha progetti meno impegnativi: innanzitutto si prenderà una meritata vacanza, poi tornerà in Italia per visitare la tomba della sua mancata vittima e trovare una moglie italiana. Ha inoltre promesso che rivelerà nuovi elementi sulla scomparsa di Emanuela Orlandi.
Agca ha terminato di scontare la pena per l’omicidio del giornalista turco Abdi Ipekci, avvenuto a Istanbul nel 1979, e due rapine precedenti. Si trovava a Sincan, in isolamento, dal 2007; precedentemente risiedeva nella prigione di massima sicurezza di Kartal, mentre fino al 2000 era stato in carcere in Italia per l’attentato al Papa, quando l’allora Presidente della Repubblica Ciampi l’aveva graziato ed estradato.
Arianna Mamini
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