NUOVE BR, DUE ARRESTI DELLA DIGOS DI ROMA. IN MANETTE IL FIGLIO DI PIETRO MORLACCHI
MILANO, 18 GENN. – Questa mattina la Digos di Roma ha proceduto all’arresto di Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio con l’accusa di associazione finalizzata al terrorismo e partecipazione a banda armata per conto del gruppo eversivo.
I due sono stati prelevati dalle rispettive abitazioni in seguito alla richiesta d’arresto emessa da Gip di Roma, Caivano, su richiesta del pool antiterrorismo della Procura di Roma.Entrambi lavoravano per la stessa azienda, una società di gestione archivi, e i loro appartamenti erano stati perquisiti nel giugno scorso in seguito agli sviluppi di un’inchiesta che portò all’arresto di altri presunti brigatisti a Roma e Genova e al sequestro di un’ingente quantitativo di armi. Nella capitale finirono in manette Luigi Fallico, il capo, Bruno Bellomonte, rappresentante di spicco dell’indipendentismo sardo, e Bernardino Vincenti e a Genova Riccardo Porcile e Gianfranco Zoja.
In base ai documenti ideologici sequestrati nel corso delle indagini, il gruppo “per il comunismo Brigate Rosse” teorizzava la ripresa della lotta armata avvalendosi di tecniche legate alle potenzialità degli attuali mezzi di comunicazione: Virgilio era in possesso di istruzioni che illustravano le tecniche di criptazione di documenti con scopi eversivi. Si tratta di una specie di manuale destinato agli appartenenti all’organizzazione con indicazioni per evitare controlli da parte delle forze dell’ordine e per non farsi «tracciare» in rete.
Manolo Morlacchi, 39 anni, milanese, è il figlio di Pietro Morlacchi (morto nel 1999), il padre storico delle BR insieme a Renato Curcio, Alberto Franceschini, Mario. L’uomo è finito nel mirino delle forze dell’ordine a partire dall’inchiesta che portò alla perquisizione della sua casa e all’arresto di cinque persone su ordine del gip Maurizio Caivano. Il gruppo di cui faceva parte ha rivendicato, nel settembre 2006, un attentato dinamitardo, fortunatamente fallito, ai danni della caserma dei Paracadutisti «Vannucci» di Livorno. Inoltre in una delle telefonate intercettate il leader Fallico accennò a un attentato alla Maddalena nei giorni del G8, poi spostato in Abruzzo dal premier Berlusconi.
Sara Marini