TERREMOTO HAITI. VIVERI, ACQUA, OSPEDALI DA CAMPO: ARRIVANO PRIMI AIUTI AMERICANI E LA CNN
HAITI, 14 GENN. ― «Dobbiamo fare presto, le prime 72 ore sono decisive», Barak Obama ha voluto sottolineare la necessità di un intervento tempestivo ad Haiti affinché i soccorsi possano essere il più possibile efficaci. In una Port-au-Prince completamente devastata, colpita al cuore con centinaia di migliaia di vittime, giungono i primi aiuti americani sotto forma di viveri, acqua, medicine, personale medico e attrezzature per la costruzione di ospedali da campo.
L’intervento prevede una stretta collaborazione tra gli apparati civile e militare, e dovrà essere in grado di coprire ogni tipo di emergenza. Per fare in modo che questa strategia possa funzionare Washington ha inviato, all’aeroporto della capitale haitiana, le apparecchiature necessarie per il monitoraggio delle operazioni di atterraggio e decollo dei voli carichi di aiuti. Il coordinamento delle varie attività e azioni degli addetti al soccorso, è una necessità dalla quale non si può prescindere se si desidera procedere con la massima tempestività. La Navy ha messo a disposizione alcune unità militari tra cui la portaerei Carl Vinson e tre navi anfibie.
Supportati da un ottimo sistema di comunicazione con Haiti, gli americani sono riusciti a ricevere in tempo reale dai loro diplomatici la reale entità del disastro e a coordinare anche l’evacuazione dei cittadini americani presenti sul luogo. Un primo rifugio per gli statunitensi saranno i locali del carcere di Guantanamo e gradualmente potranno essere rimpatriati, mentre è proprio negli Stati Uniti che molti emigrati haitiani vivono con angoscia queste ore: non si riesce ad avere contatti con i familiari e quando qualche fortunato ce la fa è per scoprire che tutto è andato distrutto, niente case, niente strutture, elettricità, cibo. . .
Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha parlato del terremoto di Haiti come del più grave degli ultimi anni in termini di perdite di vite umane. Sarebbero centinaia di migliaia le vittime ma non si può ancora avere un bilancio certo: continuano freneticamente le ricerche di eventuali superstiti. Ingenti aiuti anche dalla Francia mentre dall’Italia è partito un team di chirurghi e il Falcon dell’Aeronautica militare con a bordo l’advanced team, in grado di verificare le condizioni logistiche e di sicurezza per il successivo invio di aiuti.
Anna Minutillo
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