NDRANGHETA, RIENTRATO NUOVO ALLARME BOMBA A REGGIO CALABRIA. STASERA FIACCOLATA DEI SINDACATI

NDRANGHETA, RIENTRATO NUOVO ALLARME BOMBA A REGGIO CALABRIA. STASERA FIACCOLATA DEI SINDACATI

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REGGIO CAL., 7 GEN. ― Nel clima di tensione e paura che si respira a Reggio Calabria da domenica scorsa, dopo l’esplosione di una bomba artigianale ad alto potenziale davanti alla Procura generale, stamani è stato rinvenuto all’ingresso dell’aula bunker del Tribunale un nuovo ordigno. Il dispositivo è stato trovato all’ingresso di servizio dell’edificio e con tutta probabilità introdotto attraverso le sbarre del cancello, dato che la struttura è rimasta chiusa dal 23 dicembre per le festività natalizie.

Dopo la segnalazione si sono recati sul posto i carabinieri del Ris di Messina, il Procuratore aggiunto, Ottavio Sferlazza, e gli uomini dell’Arma ma, dopo l’intervento degli artificieri, il presunto ordigno si è rivelato essere un “botto” di Capodanno senza alcuna capacità offensiva. Si tratta di tre raudi legati insieme larghi 2,5 centimetri e lunghi 6, fabbricati artigianalmente e collegati ad una miccia che, accesa dagli artificieri, non ha raggiunto la polvere pirica evitando così lo scoppio. Alla luce di questi accertamenti, Giuseppe Pignatone, Procuratore di Reggio afferma: «Si tratta di un residuo dei festeggiamenti di Capodanno» anziché «di un avvertimento o di un segnale particolare».

Ad ogni modo si continueranno le indagini soprattutto visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza, come ha ribadito il Procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso: «Per capire la potenzialità e il significato dell’ordigno ritrovato questa mattina, bisognerà aspettare il lavoro degli investigatori e degli artificieri. Oggi — ha poi aggiunto — sarà una giornata particolarmente impegnativa, in cui si prenderanno delle decisioni».

A Reggio Calabria, infatti, sono attesi in giornata il ministro degli Interni, Maroni, e il ministro della Giustizia, Alfano, per discutere con i vertici delle forze dell’ordine, carabinieri e polizia, le misure da adottare per fronteggiare ed evitare episodi di questo genere. Un incontro fissato a seguito dell’attentato avvenuto il 3 gennaio scorso, come si ricordava ad inizio articolo, davanti alla Procura generale, in piazza Castello, con lo scoppio di un ordigno con esplosivo collegato ad una bombola di gas.

Anna Minutillo

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