IRAN, LA TV NAZIONALE CONFERMA: “IERI 15 MORTI”. REPRESSIONE E OSCURAMENTO MEDIATICO

IRAN, LA TV NAZIONALE CONFERMA: “IERI 15 MORTI”. REPRESSIONE E OSCURAMENTO MEDIATICO

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TEHERAN, 27 DIC. Il regime iraniano ora ammette che la repressione di ieri è stata violentissima: sono oltre 15 i morti nei tafferugli scoppiati tra dimostranti e polizia, secondo il bilancio della tv di Stato. Oggi il popolo dell’ opposizione è di nuovo scesa in piazza, a Teheran: la polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperdere i dimostranti. E continuano anche gli arresti eccellenti, tra cui quello del braccio destro del leader dell’opposizione Mir Hossein Moussavi.

Gli scontri di oggi Nell’area occidentale della capitale iraniana – secondo quanto riferito da un sito dell’opposizione – la polizia è intervenuta utilizzando gas lacrimogeni per disperdere la folla. Sempre questa mattina, agenti degli apparati di sicurezza hanno fatto irruzione nella Fondazione Baran dell’ex presidente riformista Mohammad Khatami.

Le vittime Secondo la tv di Stato, “oltre quindici persone sono state uccise durante i disordini” di ieri: la fonte ufficiale è il ministero dell’Intelligence. Tra i morti, “più di dieci appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari” e “cinque a gruppi terroristici”.

Gli arresti Sono sette gli attivisti anti-governativi arrestati: lo riferiscono i siti internet dell’opposizione iraniana. Tra loro Ali Riza Beheshti, il più stretto collaboratore del leader dell’opposizione Moussavi, editore del quotidiano Kalemeh; e l’ultrasettantenne ex ministro degli Esteri Ibrahim Yazdi, dirigente del Movimento per la liberazione dell’Iran (Mli, liberale), un’organizzazione dissidente in teoria messa al bando, ma praticamente tollerata.

Il mistero del cadavere scomparso Il corpo di Seyed Ali Moussavi, il nipote del leader dell’opposizione che è stato ucciso ieri durante le proteste di Teheran, è stato trafugato dall’ospedale e sarebbe scomparso nel nullo. Lo ha reso noto il fratello al sito web Parlemannews. La polizia ha fatto sapere di aver aperto un’indagine, ma crescono di ora in ora il timori che il corpo sia stato trafugato per impedire l’esame autoptico che potrebbe confermare la responsabilità delle forze di sicurezza.

oscuramento mediatico – Disattivato il servizio da questa mattina, a Teheran. Lo riferisce il sito Rahesabz, aggiungendo che anche il servizio Messenger di Yahoo non è più attivo.

Le reazioni internazionali La Ue si dice “preoccupata per la repressione violenta e la detenzione arbitraria dei manifestanti in Iran e condanna ogni forma di violenza contro coloro che cercano solo di esercitare la loro libertà di espressione e il diritto di assemblea”. Gli Usa “condannano fermamente” queste violenze, ha dichiarato in un comunicato Mike Hammer, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale. Il cancelliere tedesco Angela Merkel giudica “inaccettabile” l’intervento delle forze di sicurezza contro i manifestanti.

Dall’Italia Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si augura che “la comunità internazionale e l’Unione europea si facciano carico delle risposte da fornire ai tanti iraniani che scendono in piazza e mettono a rischio la propria vita per esprimere un desiderio di libertà“. Una rivendicazione “che nessuna valutazione all’insegna della realpolitik può lasciare inascoltata”. Il ministro della Cultura Sandro Bondi propone una mozione parlamentare bipartisan contro le violenze.

Massimiliano Riverso

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