GENOVA, STEFANO EDUARDO PEREZ SOTO UCCISO A COLTELLATO AL CENTRO SOCIALE ZAPATA

GENOVA, STEFANO EDUARDO PEREZ SOTO UCCISO A COLTELLATO AL CENTRO SOCIALE ZAPATA

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GENOVA, 21 DIC. – Un diciassettenne cileno, Stefano Eduardo Perez Soto, è morto ieri sera in seguito a una coltellata subita nel corso di una rissa avvenuta tra le 20.30 e le 20.45 al centro sociale Zapata di Genova-Sampierdarena.

Nello scontro è rimato ferito anche un italiano, colpito con un coltello al gomito. Il giovane è ancora ricoverato in ospedale.

Gli agenti della squadra mobile genovese stanno cercando di ricostruire i pezzi dell’ l’accaduto e chiarire i ruoli dei partecipanti alla rissa che sarebbe scoppiata per futili motivi. Sembra che all’origine ci siano precedenti episodi che avrebbero visto protagonisti due gruppi di giovanissimi, in prevalenza sudamericani, probabilmente gli stessi che ieri sera si sono affrontati allo Zapata. Nel corso della colluttazione collettiva qualcuno ha estratto un coltello ed ha pugnalato mortalmente Stefano Perez Soto. Il ragazzo è stato subito soccorso e trasportato all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena, dove però è espiato poco dopo per una grave emorragia interna. Nella rissa è rimasto ferito ad un braccio da diverse coltellate anche un giovane italiano, il cui ruolo non è stato ancora del tutto precisato dagli investigatori.

Redazione

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One Response to "GENOVA, STEFANO EDUARDO PEREZ SOTO UCCISO A COLTELLATO AL CENTRO SOCIALE ZAPATA"

  1. angelo  2010/04/23 at 00:17

    senza alcun riferimento all’assassinio evidenziato, mi sono permesso comunque, in qualità di volontario di un doposcuola frequentato essenzialmente da ecuadoriani, di porre alcune domande al centro sociale zapata, accompagnate da considerazioni da un punto di vista strettamente personale. e’ da escludere qualsiasi finalità polemica o di strumentalizzazione di un evento luttuoso a cui non ho posto il benchè minimo riferimento. tuttavia finora, a distanza di pochi giorni, non ho ricevuto alcuna risposta e la stesso fenomeno si era verificato un paio di mesi fa con la comunità san benedetto, molto affine ideologicamente allo zapata e autrice a sua volta di singolari iniziative tese a modificare il poco entusiasmante scenario di una città che in fondo vorrebbe ma non riesce sostanzialmente a contenere il flusso migratorio finalizzato a un’occupazione per i sudamericani sempre più numerosi. il doposcuola a cui collaboro, a puro titolo di esempio, era decollato come realtà multietnica ma nel giro di quattro anni è divenuto di fatto un doposcuola ecuadoriano. il che non è affatto deprecabile in sè, sebbene non sia del tutto condivisibile che un fattore etnico-linguistico vada a sovrapporsi ad altri, meno forti numericamente. finora non credo si possa parlare di una vera e propria egemonia esercitata dai gruppi sudamericani, ma le altre fazioni extracomunitarie, pur aspirando ai medesimi fini, forse tendono a socializzare o a integrarsi con noi in maniera diversa o a non integrarsi affatto, come esempio tipico le rappresentanze cinesi o asiatiche.

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