DI PIETRO CONTRO BERSANI: IL “NO BERLUSCONI DAY” CHE FA LITIGARE L’OPPOSIZIONE

DI PIETRO CONTRO BERSANI: IL “NO BERLUSCONI DAY” CHE FA LITIGARE L’OPPOSIZIONE

Pietro “invita” gli alleati a scendere in piazza contro Berlusconi ma Bersani sembra aver in mente una diversa strategia

Sabato 5 dicembre, come previsto da tempo, si terrà quella che si prospetta come la più imponente iniziativa politica di protesta nata dalla base degli utenti del web, il “No Berlusconi Day”, un evento nato spontaneamente dai blogger in risposta ai reiterati attacchi del Premier alle istituzioni democratiche l’indomani della bocciatura del Lodo Alfano. Una iniziativa subito cresciuto a dismisura su Facebook raccogliendo più di 250mila adesioni nel giro di un mese.

Una volta palesatasi come una cosa più che seria, con la mobilitazione di artisti, giornalisti e guru della protesta via Internet come Beppe Grillo, sono piovute subito le adesioni dei partiti più irriducibili della sinistra, come Rifondazione e, soprattutto, di quella parte dell’opposizione che ha oramai fatto dell’antiberlusconismo una bandiera identitaria, cioè l’Idv di Antonio Di Pietro, tant’è che molti operatori dell’informazione gliene imputarono addirittura la paternità.

Lo scomodo alleato del Partito Democratico, sentito in merito, ha subito tirato in ballo i suoi compagni di coalizione, affermando di non capire “chi non scenderà in piazza perché la manifestazione non l’ha organizzata lui”. Un chiaro riferimento alla posizione espressa in merito alla manifestazione dal Partito Democratico, al quale Di Pietro intima: “Toglietevi quel cappello da primi della classe e venite in piazza come tutti noi”.

La risposta del PD – da tempo intento a scucirsi di dosso l’abito dell’antiberlusconismo – non si è fatta attendere. A margine della manifestazione in favore dei lavoratori Eutelia, a Roma, uno stizzito Pierluigi Bersani ha replicato: “Noi facciamo le nostre manifestazioni. Noi, lezioni di antiberlusconismo non le prendiamo da nessuno” aggiungendo secco: “il più antiberlusconiano sarà quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di più”.

Riprendendo il concetto, il neo eletto Segretario del PD ha poi ribadito: “Lezioni di quel genere a noi non ne fanno. Se si ragiona, se le parole d’ordine sono accettabili – ha concluso Bersani -certamente non c’è una proibizione ad andarci ai militanti del PD”.

L’appuntamento comunque – per chi auspica la repentina caduta del Premier e lo vuole gridare – è in Piazza della Repubblica a Roma o nelle molte altre piazze d’Italia, nelle quali, in contemporanea, si terranno manifestazioni analoghe: a Bologna, ad esempio, i sostenitori dell’iniziativa si mobiliteranno dalle 9 alle 12 in Piazza Maggiore.

di Stefano Spillare[ad#Google Adsense Banner City]

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