IL GAZZONI FURIOSO: “ADDIO CALCIOPOLI COL PROCESSO BREVE. È L’ENNESIMA PORCHERIA”

IL GAZZONI FURIOSO: “ADDIO CALCIOPOLI COL PROCESSO BREVE. È L’ENNESIMA PORCHERIA”

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BOLOGNA, 15 NOV. – Contro la norma sul cosiddetto processo breve scende in campo anche Giuseppe Gazzoni Frascara, ex patron del Bologna calcio, che in una nota si definisce “grande accusatore e prima vittima di Calciopoli”, proprio perché a suo dire salterebbe anche il processo che ne scaturì.

“I media – sottolinea Gazzoni Frascara – hanno giustamente rilevato come la nuova norma, se dovesse trovare applicazione, cancellerebbe in un solo colpo processi di grande rilevanza per il cosiddetto popolo dei risparmiatori, come il processo Cirio, Parmalat, Giacomelli. E ancora più odioso sarebbe privare del processo le vittime delle tragedie Thyssen e Casale. Ma c’é un altro processo che verrebbe insabbiato, ed è quello che riguarda i fatti di Calciopoli. Non mi permetto di paragonare la drammaticità della vicenda Thyssen con quella vissuta dal mio Bologna, ma resta il fatto che Calciopoli ha causato gravissimi danni economici a me e molte altre persone che, con grande generosità e passione, avevano investito ingenti risorse economiche e, mi permetto di dire, sentimentali, a sostegno dello “sport più bello del mondo”. Bisogna bloccare sul nascere questa pseudo-riforma della giustizia, anche perché, cosa che in pochi hanno sottolineato, se anche dovesse subire la bocciatura della Corte Costituzionale, ciò avverrebbe naturalmente dopo un lasso di tempo tecnico necessario alla Corte per la valutazione, mentre i processi sarebbero cancellati subito dopo l’entrata in vigore del Ddl e nemmeno l’incostituzionalità della norma potrebbe riaprirli”.

“Tra l’altro, non si capisce perché la norma debba essere retroattiva – conclude Gazzoni – comportando così anche lo sperpero di milioni di euro già spesi. Se si mira a rendere più efficiente la giustizia, non è il modo migliore per partire… Insomma non saprei come definire questa mossa politica se non prendendo a prestito l’espressione già utilizzata dal mio illustre concittadino Pierferdinando Casini: una porcheria. Se i politici vogliono ripristinare la norma dell’immunità parlamentare, così come legittimamente accade in tutti i Paesi democratici, possono benissimo mettere mano a un testo specifico, o forse anche rispolverare un lodo Alfano emendato secondo le richieste della Corte Costituzionale. Ma non c’é bisogno di farlo danneggiando ulteriormente e offendendo milioni di italiani già vittime conclamate di odiosi reati consumati ai loro danni”.

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