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ALBA ADRIATICA, CELEBRATI I FUNERALI DI EMANUELE FADANI TRA POLEMICHE E MOMENTI STRAZIANTI

ALBA ADRIATICA, 14 NOV. «In noi non ci sarà mai resa e perdono, ai rom dico ’se avete un briciolo di umanità, cambiate’, agli assassini di mio fratello ‘vergognatevi’»: è spezzato da uno scrosciante applauso l’ultimo saluto di Fabrizio Fadani al fratello Emanuele, nel corso del funerale che si è svolto all’aperto ad Alba Adriatica, in piazza IV Novembre, davanti a una folla di circa 3.000 persone.

Fabrizio Fadani ha avuto parole dure, sottolineate e condivise dagli applausi di tanti amici e concittadini: «Questa morte poteva essere evitata, lo dico alle forze dell’ordine ‘adesso tocca a voi fermare questa violenza, chi vive fuori dalla legalità, impedire almeno che mia nipote Giorgia domani non incontri per strada gli assassini del padre». Ma il suo è stato anche un appello allo Stato: «Lo Stato non se ne vada adesso, quando si spegneranno i riflettori su di noi, non uccidete mio fratello due volte, fateci vivere nella nostra legalità, date voce e ascolto a chi in questa città ha rotto il muro del silenzio avendo il coraggio di ribellarsi ai soprusi, alla violenza, alla vita fuori dalle regole».

Il sermone del fratello del commerciante massacrato di botte nel tragica rissa del ‘Black Out’ con tre zingari, ha provocato anche la dure replica del vescovo di Teramo, Mons.Michele Seccia, che ha celebrato le esequie: «Condivido in pieno – ha detto – ma i funerali non devono essere spettacolo. Cerchiamo il bene, cerchiamolo insieme. Se io cittadino cedo all’emozione del momento con l’applauso, solo il congiunto rimarrà dopo con il dolore, gli altri con le rivendicazioni». Lo stesso Seccia nell’omelia aveva invitato i cittadini di Alba a «non cadere nella tentazione della vendetta, a esigere in nome dell’umanità di cui facciamo parte il rispetto delle regole della civile convivenza e alle forze dell’ordine ad assicurare alla giustizia chi semina violenza nel nome di una presunta libertà».

Poi è arrivato lo straziante saluto della moglie Ilaria («ti amo, sei la luce dei miei occhi») e della piccola Giorgia che con il suo «ciao papà», ha riposto dolcemente il suo orsacchiotto di peluche sulla bara del padre ai piedi del palco, su cui era sistemato l’altare.

La chiusura del funerale è stata accompagnata dal lancio di palloncini colorati raccolti dagli amici e da un grande cuore rosso gonfiabile che è stato lanciato in cielo dai familiari di Emanuele.

Il feretro è stato poi salutato dai sindaci di gran parte dei comuni della Val Vibrata, del capoluogo e dai rispettivi gonfaloni, tra i quali quello della provincia di Teramo, per essere accompagnato poi nel cimitero di Roseto degli Abruzzi dove la salma sarà tumulata nella tomba di famiglia. Soltanto gli applausi hanno rotto il silenzio surreale della piazza centrale di Alba Adriatica dove le esequie si sono svolte senza problemi, sotto lo sguardo attento e vigile di tantissimi poliziotti e carabinieri in borghese.

Massimiliano Riverso

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