AFFAIRE COSENTINO, L’OMBRA DEI CASALESI SUL COLOSSO EMILIANO HERA

AFFAIRE COSENTINO, L’OMBRA DEI CASALESI SUL COLOSSO EMILIANO HERA

BOLOGNA, 12 NOV. – Anche l’Emilia Romagna potrebbe essere travolta dall’affare Cosentino. Il sottosegretario all’Economia e candidato alla presidenza della Campania per il Pdl è stato raggiunto ieri l’altro da un ordine di arresto, consegnato dal Gip del Tribunale di Napoli, Raffaele Piccirillo. L’accusa nei confronti di “Nick ‘o mericano” è di concorso esterno in associazione mafiosa. Sembrerebbe aver creato un vero e proprio sistema di potere, ed lo stesso Gip ad affermare che “Cosentino era il candidato del clan dei Casalesi”.

E cosa centrerebbe in tutto questo l’Emilia Romagna? Ebbene, proprio la famiglia Cosentino sembrerebbe essere dietro una finanziaria, la Scr, di cui non è polibile sapere chi sono i veri proprietari perché l’azionariato è schermato da una fiduciaria. La cosa certa è che tra i consiglieri che la rappresentano ci sono Giovanni Cosentino, fratello del sottosegretario e patron della Aversana Petroli. La Scr è socia in affari della multiutility emiliana Hera.

Nel 2007 è stata inaugurata la centrale termoelettrica a Turbogas a Sparanise, nella provincia di Caserta. Questo impianto da 800 megawatt è considerato uno dei più grandi business sorti in Campania nell’ultimo decennio e fu sponsorizzato dall’allora onorevole Cosentino. La costruzione fu realizzata dalla Scr. Nel 2002 fece un accordo con la AMI di Imola, poi confluita in Hera. La multiutility emiliana è entrata così nell’affare, tanto che una società controllata, la Hera Comm Mediterranea, che gestisce la vendita dell’energia prodotta dalla centrale, vede nel suo Consiglio di Amministrazione il fratello di Nicola, Giovanni Cosentino.

A guadagnarci sono sia la più importante società per azioni controllata dai comuni rossi dell’Emilia Romagna, Hera spa, sia una società molto vicina alla famiglia del sottosegretario. La Hera spa di Bologna, infatti, vanta nel suo gruppo una controllata, proprio Hera Comm Mediterranea, “la quale ricava circa 50 milioni di euro dalla vendita di una quota pari a circa il 10 per cento del totale prodotto dalla centrale ed è partecipata solo al 50 per cento da Hera, mentre il restante è di una società misteriosa, la Scr”. Inoltre la Hera Comm Mediterranea ha sede in un capannone della società Aversana Petroli, di Giovanni Cosentino, nell’area industriale di Caserta.

Se dunque verranno provati i legami tra i Cosentino, i casalesi e l’Scr, questo starà a significare che anche la Multiutility Hera dell’Emilia Romagna, la cui proprietà è dei comuni rossi e dei cittadini della regione, è coinvolta in operazioni d’affari legati alla camorra.

Una domanda a cui occorre dare al più presto una risposta, poiché dopo la richiesta d’arresto per il sottosegretario, le attività commerciali tra Hera e i suoi familiari diventano sempre più imbarazzanti.

Nicola Lillo

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