AFGHANISTAN, FERITI 4 MILITARI ITALIANI. BOMBA ESPLODE AL PASSAGGIO DI UN LINCE

AFGHANISTAN, FERITI 4 MILITARI ITALIANI. BOMBA ESPLODE AL PASSAGGIO DI UN LINCE

ROMA, 5 NOV. – Bomba contro i militari italiani in Afghanistan. Un potente ordigno bellico è esploso al passaggio di un mezzo blindato con quattro paracadutisti a bordo. Hanno riportato solo leggere ferite e, probabilmente, ancora una volta lo devono a ‘San Lince’, il nomignolo che i soldati hanno dato al blindato che ormai tante volte ha salvato loro la vita.

L’ESPLOSIONE – L’attentato si è consumato poco dopo le 7 (le 3 e mezzo di notte in Italia) mentre una pattuglia era impegnata in un’impegnativa “ricognizione operativa” nell’area della Zeerko Valley, tristemente famosa per episodi di sangue avvenuti in passato. Siamo in una zona sperduta a circa 20 chilometri a sud di Shindand, nell’ovest del Paese. Un Lince viene investito dalla deflagrazione, particolarmente violenta: il mezzo è seriamente danneggiato, ma resiste all’urto.

I FERITI – I militari a bordo sono stati subito soccorsi e trasportati con due elicotteri AB212 dell’Aeronautica all’ospedale da campo di Herat. Si tratta di quattro parà della Folgore in servizio al 183/o reggimento di Pistoia, già duramente bersagliato dai recenti attentati. Fortunatamente niente di grave. Solo qualche graffio e, per uno, il primo caporal maggiore Luca Telesca, un “leggero trauma da scoppio”: in un primo momento si sospettava la frattura di un gomito, ma le radiografie lo avrebbero escluso. Gli altri “sono praticamente illesi”, dice il tenente colonnello Marco Mele, portavoce del contingente. Si tratta del primo caporal maggiore Francesco Catania e dei caporal maggiori Vincenzo Crispo e Francesco Munafò. “Hanno tutti telefonato personalmente alle famiglie e le hanno tranquillizzate. Stanno bene”, spiega Mele.

L’ORDIGNO – Sul posto si sono prontamente recati gli artificieri italiani per i primi accertamenti, a partire dalla natura dell’ordigno. “E’ ancora presto per dirlo”, dicono da Herat, limitandosi solo ad escludere l’autobomba o l’azione di un kamikaze. Due le ipotesi: o una mina esplosa in seguito alla pressione esercitata dal mezzo, o un ‘Ied’, un ordigno esplosivo improvvisato azionato a distanza. Quello che è certo è che la deflagrazione è stata molto violenta e che solo la particolare blindatura del ‘Lince’ ha evitato conseguenze più gravi.

Massimiliano Riverso
[ad#Google Adsense 234 x 60 Right]

Leave a Reply

Your email address will not be published.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.