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OMICIDIO GAIDO. PARLA IL FIDANZATO DI MARINA: “CAVALLI ERA UN UOMO INQUIETANTE”

Nuove dichiarazioni da parte del fidanzato di Marina Gaido, l’estetista trovata uccisa nel bagno di casa per mano di Roberto Cavalli.

BOLOGNA, 3 NOV. - Marina aveva una relazione importante con un uomo, ormai da due anni. Lui, 41enne, con un matrimonio alle spalle e una figlia, tiene subito a ricordare che la sua compagna era una donna “dal cuore grande, gradissimo, forse troppo buona, sempre disponibile con tutti”.

Il fidanzato della vittima racconta che la “La parola che viene usata più comunemente per descriverlo è ‘inquietante’”. Si riferisce a Roberto Cavalli, colui che gli ha portato via Marina, strangolandola.

“Del suo lavoro non parlava se non in termini molto vaghi. Non si sapeva bene cosa facesse. Questa attività di promotore finanziario era sotto traccia, ho anche sentito parlare di traduzioni ma non so cosa fosse vero e cosa no. Nessuno lo conosceva a fondo”. Molto strana, insomma, l’amicizia che da 17 anni legava la Gaido a Cavalli.

La donna che, in base alla testimonianza del suo compagno, nell’ultimo periodo si era lamentata di alcuni atteggiamenti di Cavalli. Marina diceva, parlando del suo assassino: “E’ strano“.

“La chiamava con insistenza, chiedendole dove fosse e con chi, come se volesse controllare i suoi movimenti e le sue frequentazioni. Da qualche tempo capitava che piombasse in casa all’improvviso, senza avvisare. Lui aveva le chiavi perché aveva in programma forse di trasferirsi ma non abitava lì e quindi, prima di andare, avrebbe dovuto telefonare; però ultimamente non lo faceva e si presentava senza nemmeno bussare”. Marina, tuttavia, preferiva che il suo compagno non facesse niente a proposito, forse nella speranza che l’amico Roberto si rendesse conto, da solo, che stava esagerando.
Purtroppo però, lo sappiamo, non andrà a finire così.

Cavalli dirà di essere come entrato in trance dopo aver ucciso. Il ragazzo di Marina però non crede a questa versione: “Ho sentito che lui ha parlato di un raptus ma non è così. Bisogna smetterla con queste giustificazioni che servono solo agli avvocati per ottenere delle pene più basse. Lui è stato lucido, come sempre: ha meditato tutto, dopo l’omicidio ha cercato di nascondersi salendo le scale e di scappare senza essere notato. Non voglio sentire nemmeno parlare di raptus”.

Rimangono tanti i punti oscuri della vicenda. Perchè Marina aveva affidato a Cavalli tutti i suoi risparmi? Cosa ha spinto l’uomo ad aggredirla fino ad ucciderla? Quale era il reale lavoro di Cavalli?

In attesa di ulteriori sviluppi, l’udienza di convalida del fermo e’ stata fissata per mercoledi’ alle 9.30 in carcere.

Giuliana Sias

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