STEFANO CUCCHI, LO STUPORE DEL PADRE: “IN OSPEDALE PARLARONO DI CONDIZIONI TRANQUILLE”

STEFANO CUCCHI, LO STUPORE DEL PADRE: “IN OSPEDALE PARLARONO DI CONDIZIONI TRANQUILLE”

ROMA, 3 NOV. – “Quando ho visto mio figlio durante l’udienza in tribunale, è entrato in aula con il viso gonfio e con dei segni neri sotto gli occhi. Era circondato dai carabinieri e io ho avuto modo di salutarlo solo al’inizio e alla fine ed era evidente che aveva già qualcosa, ma niente a che vedere con quello che abbiamo visto al momento della morte in obitorio“. E’ quanto dichiara Giovanni Cucchi, padre di Stefano, il ragazzo morto in carcere a 31 anni il 22 ottobre scorso, intervistato a ‘Mattino Cinque’ insieme a sua figlia.

“Quando mio figlio è stato ricoverato in ospedale Bertini – prosegue – noi ci siamo precipitati e quando abbiamo chiesto quando potevamo parlare con i medici per sapere le condizioni di Stefano, il piantone ci ha detto di tornare lunedì dalle 12 alle 14 perché prima non avremmo trovato nessun medico. Dopo aver passato la domenica con comprensibile angoscia lunedì ci siamo presentati e una sovrintendente ci ha detto che per parlare con i medici serviva un permesso da Regina Coeli e che quindi saremmo dovuti tornare, ma che le condizioni di Stefano erano ‘tranquille'”.

“A mezzogiorno del giorno successivo – racconta la madre – ci hanno chiamato i carabinieri per dirci che nostro figlio era morto“.

La sorella di Stefano parla della morte del fratello come un caso di malasanità. “Io ritengo che ci sia una colpa gravissima da parte dei medici – dice – perché mio fratello era in una struttura medica quindi, al di là di ciò che loro stanno dichiarando, e cioè che Stefano rifiutava di curarsi e di alimentarsi, comunque si trovava in una struttura medica e non è possibile che sia morto disidratato“.

“Chiedo, inoltre, che cessino le voci su mio fratello in rispetto della sua famiglia e della memoria di Stefano – prosegue la sorella – In questa vicenda sono stati violati tutti i diritti fondamentali dell’essere umano, a partire dal diritto a difendersi, perché mio fratello aveva chiesto il nostro legale di famiglia e invece si è trovato in tribunale l’avvocato di ufficio, fino al diritto del malato di essere assistito dai propri cari in punto di morte”.

In giornata i genitori e la sorella di Cucchi, che hanno chiesto il silenzio stampa sulla vicenda, sono stati interrogati al Palazzo di Giustizia dai pubblici ministeri Vincenzo Barba e Francesca Aloy. Per chiarire le cause della morte con i magistrati collaborano 4 periti: Paolo Arbarello, Ozrem Carella Prada, Luigi Cipolloni e il perito di settore Dino Tancredi, che ha fatto l’autopsia. Proprio oggi a loro è stata affidata una consulenza per accertare le effettive cause del decesso.

I familiari del giovane, durante il colloquio con i pubblici ministeri, hanno sollecitato la riesumazione del corpo del loro congiunto. Ma allo stato, secondo i magistrati, non ci sono motivi per rilasciare questa autorizzazione. Se ne parlerà quando i periti avranno consegnato l’esito delle loro indagini.

Oggi sono stati ascoltati anche il giudice monocratico Maria Inzitari che convalidò l’arresto di Cucchi e il pubblico ministero Emanuele Di Salvo che ottenne la conferma dell’arresto con detenzione a Regina Coeli. Nel corso dell’interrogatorio hanno spiegato che nulla di particolare fu notato a proposito delle condizioni di Cucchi nel corso dell’udienza di convalida. Identica la deposizione dell’avvocato Giorgio Rocca che nell’occasione della convalida ha assistito Cucchi come difensore d’ufficio.

Domani i magistrati si trasferiranno nel carcere di Regina Coeli per interrogare i detenuti che hanno condiviso la cella con Cucchi nel periodo in cui questi è stato detenuto. Poi nel pomeriggio è stato convocato il primario della struttura protetta dell’ospedale Sandro Pertini il quale, tra l’altro, dovrà spiegare perché Cucchi non sia mai stato sottoposto ad alimentazione coatta come prevedono precise disposizioni.

Intanto, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha spiegato di aver ”fiducia in riscontri rapidi che chiariscano ogni aspetto delle circostanze di questa morte. Spero che già nelle prossime ore si possa giungere a qualche bagliore di verità e a qualche elemento certo, che ci metta nelle condizioni di scoprire cosa è accaduto”.[ad#Google Adsense Banner]

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