OBAMA: L’OMOFOBIA SPEZZA LE VOSTRE ANIME. INTANTO, IN ITALIA, NON SE NE PARLA PIU’
(A cura di Stefano Spillare) -Â Obama è sicuramente un Presidente innovativo: primo presidente nero di un paese nel quale, fino a pochi anni fa, vigeva ancora l’apartheid e primo Presidente che prova a portare l’America ad un, seppur blando, sistema di welfare.
Assieme ai suoi modi garbati ed educati, al suo apparire sempre all’altezza, alla sua rilassata determinazione, Obama è diventato quindi l’uomo simbolo della rinascita democratica, in America come nel mondo.
Il suo liberismo politico, erede della grande tradizione libertaria americana, assieme alla sua attenzione per le condizioni sociali e civili, sono non solo la base del suo successo, ma paiono, a dir poco, le basi strutturali della sua azione politica.
Di oggi la notizia, quindi, della sua firma al Matthew Shepard Act, una legge intitolata a memoria di Matthew Shepard, uno studente gay ucciso brutalmente nel 1998 da due omofobi. Questa legge, infatti, equipara i reati di omofobia a quelli di razzismo, ampliando la definizione di “hate crime”, i reati dettati dall’odio razziale su base etnica e religiosa, a quelli legati sulla discriminazione di genere.
Sulle orme della più tradizionale retorica politica americana, ricca di proclama ideali, Obama ha saputo spendere parole importanti, di principio, che suonano come decisive nella lotta contro ogni discriminazione: “ci sono crimini – ha detto il Presidente – che non rompono solo le ossa, ma spezzano le anime”.
Durante la cerimonia nella East Room della Casa Bianca, ricordando come questa legge sia il coronamento di una battaglia durata più di un decennio e rivolgendosi direttamente agli americani, Obama ha dichiarato: “(questa legge) rafforzerà la protezione contro i reati basati sul colore della vostra pelle, la fede nel vostro cuore o il luogo dove siete nati”.
La notizia di questo importante traguardo raggiunto negli Stati Uniti, arriva in Italia poco dopo l’affossamento della legge sull’omofobia voluta dalla parlamentare lesbica Anna Paola Concia e rigettata dal Parlamento.
La legge Concia, in confronto a quella firmata oggi da Obama, era assai blanda (per usare un eufemismo), tanto che le associazioni glbt puntavano piuttosto ad un ampliamento della legge Macino, la quale, similmente al Matthew Act, avrebbe potuto, ampliare la sfera dei reati a sfondo discriminatorio anche all’omofobia, cioè all’odio di genere.
Se non è passata la legge Concia, si può veramente disperare nei riguardi di una legge seria contro l’omofobia che ricalchi le orme di quella americana, anche perché – ne sono sicuri i rappresentanti delle associazioni gay – ampliare la legge Mancino e istituire un reato specifico contro l’omofobia, in Italia, con l’influenza determinante del Vaticano, sarà pressoché impossibile. La legge Mancino, infatti, punirebbe anche i cosiddetti reati d’onore, tra i quali la diffamazione. In questo caso, quindi, le quasi quotidiane affermazioni della Chiesa, la quale considera l’omosessualità alla stregua di una malattia, dovrebbero essere sanzionate.