JESI, TECNICO SEQUESTRATO DAVANTI AI FIGLI: È GIALLO SULLA SCOMPARSA DI ANDREA UNCINI
JESI, 28 OTT. – Le informazioni raccolte sono diverse. Innanzitutto sembrerebbe che intorno alle 18,30 di stasera, l’uomo, di nome Andrea Uncini, sia stato fatto salire con la forza su un’auto di grossa cilindrata, forse un furgone Mercedes.
Le dinamiche del rapimento rimangono però ancora tutte da chiarire.
Due gli uomini che lo avrebbero prelevato mentre stava per entrare in casa, o addirittura secondo alcune indiscrezioni i due banditi con volto coperto da passamontagna, non si sa se armati o meno, avrebbero fatto irruzione nell’abitazione davanti agli occhi della moglie e del figlio di 16 anni, malmenando e trascinando l’uomo fuori casa e in seguito costringendolo a salire sulla Mercedes si sarebbero poi allontanati a grande velocità .
Al di là della dinamica dell’accaduto, i motivi del sequestro rimangono ancora da comprendere, la vittima, un impiegato con moglie e due figli, non ha precedenti penali. Secondo fonti investigative a prima vista non si tratterebbe di un rapimento a scopo di estorsione, anche perché Uncini non è facoltoso, si indaga piuttosto su aspetti della sua vita privata, collegati anche a questioni economiche.
Sono immediatamente scattate le ricerche e sono stati istituiti posti di blocco da parte dei carabinieri del Reparto operativo provinciale con il supporto della polizia, ma per ora sull’episodio vige il massimo riserbo.
Il racconto ai carabinieri è stato fornito dal fratello del rapito che ha dato l’allarme e da presunti testimoni che si trovavano in contrada Pratelli 52, dove si trova la villetta della famiglia Uncini.
Nell’abitazione i carabinieri stanno attualmente sentendo i familiari, mentre la scientifica conduce accertamenti anche all’esterno della villetta, che sorge piuttosto isolata, in un’area di recente edificazione, non lontano dal cimitero. Fuori dalla casa transennata, giornalisti e operatori tv.
Valentina De Gregorio