Castenaso, incredulità e stupore tra i vicini di Erika Mingotti. Domani l’autopsia

Castenaso, incredulità e stupore tra i vicini di Erika Mingotti. Domani l’autopsia

BOLOGNA, 25 SETT. – Sono ancora tutti sotto shock i vicini di casa di Erika Mingotti, la donna 34enne di Castenaso, comune nei pressi di Bologna, che ieri ha ucciso i suoi due bambini

, Alessio di 6 anni e Arianna di 4, tagliando le loro gole con un coltello e che poi si è tolta la vita gettandosi dal 2°piano della sua abitazione.

Il folle gesto, secondo quanto dichiarato dal procuratore Massimiliano Serpi, avrebbe come base una forte depressione causata dalla separazione, avvenuta circa un anno fa, tra la donna e il marito, Gabriele Militello, titolare di un negozio di bici a Bologna. Alcuni vicini raccontano che, intorno alla mezzanotte, sono stati svegliati da un forte tonfo. Una volta accorsi fuori hanno visto il corpo di Erika Mingotti che giaceva a terra senza vita.

Dopo la macabra scoperta sono state allertate subito le autorità, poiché la preoccupazione principale era rivolta ai bambini rimasti in casa. Arrivati sul posto, i carabinieri di medicina sono riusciti ad entrare nell’appartamento scoprendo una situazione agghiacciante.

“Davanti a noi si è presentata una scena drammatica” dichiara Francesco Cattaneo, comandante dei carabinieri del comune medicinese. Racconta che il sangue era sparso ovunque e che sul letto matrimoniale si trovavano i corpi di Alessio e Arianna ancora con i loro pigiami. Molto probabilmente, dopo il delitto, la donna ha bagnato con l’acqua i corpi dei bambini. Attualmente sono in corso gli esami per capire se prima sono stati sedati.

LE REAZIONI – Le dichiarazioni, rilasciate tra le lacrime e lo stupore, sono tante. “Due angeli che dormivano, ma con le gole aperte”- ha raccontato sconvolto un cittadino -. “Spero che nessuno nella propria vita veda ciò che ho visto io entrando in quella casa”.

I vicini raccontano di due bambini meravigliosi. Il pomeriggio che ha preceduto la strage, Erika ha accompagnato la piccola Arianna alla scuola di danza e ad Alessio al minibasket, andando a prenderli a lezioni ultimate, come farebbe qualsiasi madre premurosa e responsabile. La sera stessa un vicino avrebbe incontrato la donna per le scale del palazzo, sembrava tranquilla o comunque niente faceva presagire un gesto simile.

Tutti nel palazzo erano a conoscenza della sua situazione familiare, non era uscita bene dalla separazione.

LA LETTERA – Nella lettera lasciata dalla donna, si evince uno stato depressivo molto forte dalla quale, da sola, non era in grado di uscirne. Scrive che la sua vita era ormai rovinata, che niente avrebbe avuto un senso e che vivere era diventato insopportabile.

Aveva premeditato il gesto da qualche tempo e, sapeva, che avrebbe sconvolto tutti ma che era la decisione più corretta che potesse prendere sia per lei che per i suoi bambini, salvandoli da una vita ingiusta.

Erika appartiene alla lunga lista delle madri che commettono tali delitti convinte di salvare in tal modo i propri figli. Donne spesso lasciate sole a vivere forti dolori, come la fine di un matrimonio, visto come un fallimento. E la solitudine a volte le accompagna lungo il tunnel della depressione.

Un’ amica le aveva suggerito di parlare con uno psicologo ma lei, probabilmente, aveva già deciso.

In attesa dei funerali, rimane la disperazione di un padre che piange sul vuoto che i suoi bambini hanno lasciato dentro se.

Katiuscia Piras

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