Cristiano Doni, il fuggitivo

BERGAMO, 27 DICEMBRE – Dopo tre giorni nel carcere di Cremona, l’attaccante atalantino Doni è stato sottoposto ad interrogatorio nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse. Da quando si trova dietro le sbarre non ha potuto né vedere i familiari, né ricevere informazioni dall’esterno; le uniche notizie le ha apprese dagli altri detenuti. Questo è quanto affermano l’assessore della regione Lombardia Daniele Belotti e il deputato Giacomo Stucchi, gli unici ad avergli fatto visita.

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Il giocatore ha dichiarato di sentirsi come travolto da un treno, soprattutto quando pensa che per il momento non potrà vedere la figlia di soli quattro anni. Doni è venuto anche a sapere delle notizie che lo hanno dipinto come un fuggitivo quando i carabinieri hanno bussato alla sua porta di casa: secondo il calciatore è tutto falso in quanto, avendo sentito il citofono al mattino presto, avrebbe pensato fossero dei ladri.

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Fabrizio Astone

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