Almodovar e l’erotismo scaccia-crisi con il film Amanti passeggeri

Almodovar e l’erotismo scaccia-crisi con il film Amanti passeggeri

Pedro Almodovar Gli Amanti PasseggeriGli Amanti passeggeri, in uscita italiana il prossimo 21 marzo, grazie a Warner Bros che distribuisce in 300 copie, si riappropria dello humour degli esordi, quando bastava un gazpacho drogato per lasciare che i personaggi delle sue storie grottesche e coloratissime venissero travolti da un insolito destino. Il suo ultimo lavoro è una pellicola ambientata a bordo di un aereo che sta per schiantarsi; spinti dalla situazione di pericolo, l’equipaggio e i passeggeri aprono l’un l’altro il proprio cuore, con esiti imprevedibili.

Pedro Almodovar è in panne almeno quanto la Spagna e punta sul sicuro: gli Amanti passeggeri fanno salire a bordo sesso, ancora sesso e trivialità. Problema, c’è anche odore di morte: nella commedia stile ‘80’s almodovariano, che dal 21 marzo nelle nostre sale, si dà la colpa all’omicida di turno, ma c’è dell’altro, del biografico. “Dopo la scomparsa di mia madre nel 1999, penso alla morte ogni giorno, non riesco ad accettarla: sì, è un problema, il mio problema”, confessa Pedro. Se l’accoppiata eros e thanatos è antica, qui si fa sesso verbale, orale e carnale e anche più, su un aereo che sta per schiantarsi.

Il decreto Salva Spagna ha un solo punto: “catarsi erotica”, ovvero, unirsi come ricci, come non ci fosse un giorno il domani, soprattutto, come non ci fosse un film. Che ne dice il Maestro? Pedro: “Lo riveda una seconda volta”!

Ma scopriamo i passeggeri del volo Pensinsula 2549 per Città del Messico: due coatti strafatti in viaggio di nozze, un manager fraudolento, un attore dongiovannesco, una veggente vergine, un hombre misterioso e una scaltra socialite. Viaggiano in business, e Almodovar si scopre classista: loro scopano, in economy si ronfa. Per tutti, comunque, la fine è prossima: complici Antonio Banderas e Penelope Cruz, l’aereo ha un carrello ko, e gira in tondo sopra Toledo, aspettando una pista libera. Metafora? Eccome no: “Un viaggio senza destinazione, un atterraggio forzato, ma qui tutti si salvano. Nella realtà spagnola, invece, non conosciamo pista, comandante e condizioni”.

Alla domanda: Pedro, cosa ti ha spinto a dirigere una commedia come questa? Pedro Almodòvar risponde: “ormai l’unico sport che mi concedo è quello di camminare per le strade di Madrid e in questi ultimi anni sono stato spesso fermato dalla gente che mi chiedeva di tornare a fare film leggeri. Mi dicevano di aver riso tantissimo con me e questa richiesta è rimasta nel mio cuore. Certo, non sono un negoziante che propone una merce, e mi sono deciso a fare questo passo solo quando ho avuto una buona sceneggiatura tra le mani. A quel punto mi sono lanciato con entusiasmo. Mi sono chiesto se fosse possibile recuperare quei temi che avevo affrontato negli anni ’80 e da cui, per una naturale evoluzione, mi ero un po’ allontanato e mi sono detto che avrei potuto farcela. Questo film è un tributo a quel decennio che è stato così importante per tutti noi. In Spagna questo è il periodo peggiore dall’avvento della democrazia, non sono un nostalgico, ma ricordo quell’esplosione della libertà e mi manca molto, sì”.

Non è una parodia dei film sui disastri aerei.  Non ha avuto esperienze estreme a bordo di un aereo. La sua intenzione, dice il regista e attore spagnolo, era quella di riunire un gruppo di persone in un luogo chiuso da cui non potevano uscire, e aumentare così la tensione fra loro. L’unico modo che avevano per potersi divertire e per superare la paura della morte era quello di parlarsi, di comunicare attraverso la parola. Ci sono molte sequenze in cui compare il telefono, inoltre gli schermi che si vedono sull’aereo sono tutti spenti; volevo in un certo senso sottrarre alla TV il potere di raccogliere le confessioni. Solo la parola crea relazioni tra le persone.

Gli amanti passeggeri, però, ha preferito tenerlo lontano dai festival: nel weekend d’apertura in Spagna ha incassato quasi due milioni, ma la ricompensa pare lontana.

Pedro, un genio realista: “Il sesso per uscire dalla crisi? Si potrebbe farne un film, una follia ninfomaniaca, con i politici che si scopano il maggior numero possibile di cittadini”… Ci sorprende sempre!

Maria Francesca Cadeddu

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