CONFESSIONS OF A DANGEROUS MIND: LA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA DI CHUCK HIRSCH BARRIS

CONFESSIONS OF A DANGEROUS MIND: LA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA DI CHUCK HIRSCH BARRIS

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Bologna, 14 giugno 2010 – In attesa dei prossimi imperdibili appuntamenti, facciamo un leggero passo indietro sulle proiezioni di Aspettando Biografilm. Particolare clamore ha suscitato Confessions of a dangerous mind, film diretto da George Clooney e basato sulla biografia ‘non autorizzata’ di Chuck Hirsch Barris, produttore televisivo e insospettabile agente CIA.

La proiezione è stata introdotta dallo sceneggiatore Charlie Kaufman, geniale autore di Eternal sunshine of a spotless mind e di Human Nature nonché di Being John Malkovic. Nel 2008 l’autore è stato omaggiato con la retrospettiva Being Charlie Kaufman e finalmente quest’anno ritirerà il premio per lui creato, il Lancia – Celebration of Lives, che già dal 2005 doveva essergli attribuito. In questa falsa autobiografia presentata oggi al festival, rientra la pratica dell’inserire personaggi reali in situazioni fittizie, attività per la quale Kaufman sembra avere una naturale e feconda predisposizione. I suoi continui capovolgimenti di identità, finzione e realtà continuano a stupire e a incantare sfiorando l’assurdo e il paradosso. In attesa della proiezione-evento di venerdì di Synecdoche, la rassegna riproporrà Adaptation (giovedì, ore 21), seguito da Eternal Sunshine of a spotless mind (domenica, ore 20) e infine Being John Malkovich (domenica, ore 24).

Confessions of a dangerous mind comincia dalla fine: siamo a New York, è il 1981, Charlie (Sam Rockwell) è asserragliato in una stanza d’albergo dove cerca protezione dal mondo circostante, nudo (vulnerabile), provato. Aldilà della porta, la presunta donna della sua vita gli ricorda che lo ama mentre lui le ricorda che è molto impegnato. Certo, impegnato a cercare di rimettere insieme i tasselli della sua esistenza cui fungerà da collante la stesura delle sue memorie. Attraverso una serie di flashback facciamo la sua conoscenza, quella di un ragazzo affamato di sesso e affetto che incappa in una collezione interminabile di grotteschi rifiuti sino a che, a Philadelphia, nel 1961, non incontra la ragazza giusta, Penny (una radiosa Julienne Moore). Charlie ha già composto una hit che imperversa alla radio tuttavia insegue il sogno di inventare il format di successo con cui sfondare nel mondo della televisione. Lo farà con “La corrida”, “Il gioco delle coppie” e “Appuntamento al buio”, partoriti dalla sua fertile mente in concomitanza con lo svolgimento dell’attività di agente segreto della CIA. Solo l’eliminazione del lato oscuro maschile e femminile, emersi a causa della frustrazione per aver grossolanamente banalizzato i contenuti mediatici della televisione americana, riuscirà a far ricongiungere Charlie alla donna amata, chiudendo felicemente il cerchio della sua vita fino ad allora resa instabile dalla sua voracità di riconoscimento sociale.

George Clooney dirige la storia riservandosi il ruolo di agente capo del protagonista e arricchendo la storia con camei di Brad Pitt e Matt Damon e con una Julia Roberts declinata in chiave dark cui fa’ da contrappunto il più umano killer Rutger Hauer. Una fotografia a tratti livida a tratti satura accompagna angolazioni di ripresa sghembe e stranianti che ricordano l’amico Soderbergh. Bello. Spiazzante. Kaufmananiano.

A cura di Sara Marini

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