CIOCCOSHOW BOLOGNA, SESSO E CIOCCOLATO SI INCONTRANO IN UN’ESPERIENZA PLURISENSORIALE

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BOLOGNA, 19 NOV.Il Cioccoshow amplia le esperienze del gusto per gli amanti del cioccolato: assaggi al buio, lastre di cioccolato osé, fotografie “golose” e guantoni di cioccolato. Da ieri fino a domenica la dolce invasioni ha molti motivi per attrarre i bolognesi.

Anche quest’anno Bologna ha i suoi 5 meritati giorni di cioccolato sfrenato. Già da ieri mattina alle 10 il Cioccoshow è stato investito da frotte di persone pronte ad accalcarsi per un assaggio di cioccolato al sale dolce, di zenzero ricoperto al cioccolato o di qualsiasi altra cosa cioccolatosa possa venire in mente. Ma non ci sono solo stand e leccornie. Il Cioccoshow ha anche un corollario di eventi piuttosto interessante.

Primo fra tutti il Nero Cioccoshow, dove non solo il gusto viene solleticato ma tutti quanti i sensi tranne la vista! Accompagnato delicatamente da un non vedente in una stanza completamente oscura, al fortunato viene chiesto di mobilitare olfatto, tatto e udito, in un’esperienza coinvolgente, tra lo straniante e il gustoso. (Per chi fosse interessato all’esperienza meglio affrettarsi verso Piazzale Re Enzo, pare che le prenotazioni siano serrate!).

Si torna al monopolio della vista invece per la mostra fotografica Bologna La Sensuale, dove il cortile interno dell’Archiginnasio fa da sfondo alle foto della città emiliana mescolate a quelle del cioccolato, a fotomontaggi e a foto scattate a New York. In questo caso l’amalgama non sembra riuscito perfettamente, anche se alcuni fotomontaggi sono effettivamente intriganti.

Lugo la Galleria Cavour invece, tra i luccichii delle grandi firme, si mostrano da dentro una fila di bacheche una serie di oggetti da film cult, ovviamente fatti di cioccolato. È il Ciocco Ciack, e tra gli oggetti immediatamente riconoscibili ci sono il frustino di Indiana Jones, il guantone di Rocky e gli occhiali da sole dei Blues Brothers.

Passando invece al Ciocc-Hot-Show, il cui orario d’apertura ieri mattina è slittato in avanti un po’ per volta di tre ore, è proprio il caso di usare l’abusato “tanto rumore per nulla”. Dalle polemiche odorate nei giorni scorsi si aveva l’impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di particolarmente piccante, mentre nello stand semivuoto si trovavano in una bacheca in un angolo piccole lastre di cioccolato dipinte con donne nude, di profilo o di schiena perlopiù. Insomma, niente che la cara vecchia buona, o cattiva, maestra, la televisione, non ci abbia già mostrato. Vedere per credere, in Piazza Galvani è lo stand con il cartello “riservato a un pubblico adulto”.

Eva Brugnettini

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