TRENI IN RITARDO? A BOLOGNA MENO CHE ALTROVE

TRENI IN RITARDO? A BOLOGNA MENO CHE ALTROVE

BOLOGNA, 3 DIC. – In Italia un treno pendolare ogni tre arriva in ritardo. Questa la conclusione di Pendolaria, una indagine svolta da Legambiente sui ritardi dei treni in oltre 13 stazioni di 11 città capoluogo, la quale ha mostrato come solamente il 31% dei treni arrivi in orario, mentre il 34% ha un ritardo entro i 5 minuti, considerati “accettabili” dalla Carta dei Servizi sottoscritta dalle associazioni dei consumatori, e il rimanente 35% è storia di lunghe attese e coincidenze perse.
Ovviamente i risultati delle diverse città si discostano in meglio o in peggio dalla media, così, se il ritardo medio (sempre calcolato dai 5 minuti) è di 11 minuti, la media sale a 15 a Salerno e alla stazione di Genova Principe e a 16 a Messina. Più fortunati, invece, a Roma, Palermo, Bari e Torino, dove il ritardo medio ammonta a 9 minuti.

Bologna, con piacevole sorpresa, le cose vanno meglio che altrove. Sempre secondo Legambiente, infatti, nel capoluogo emiliano ben il 44% dei treni arriva in orario, o addirittura in anticipo, tra l’incredulità degli stessi viaggiatori, circa il 35% hanno registrato un ritardo limitato ai 5 minuti tollerati, mentre solo poco più del 20% dei convogli ha registrato un ritardo effettivo. Dati, come fa notare Legambiente, al di sopra della media nazionale.

Secondo il responsabile trasporti di Legambiente, Edoardo Zanchini, i risultati di Pendolaria mostrano “l’urgenza di nuovi investimenti per il trasporto pendolare.  Gran parte di questi ritardi infatti, sono causati dal sovraffollamento delle carrozze che causano l’accumulo di minuti persi ad ogni fermata per permettere il flusso in entrata e in uscita degli utenti. Servono anche binari dedicati ai treni pendolari nelle grandi città e nuovi convogli che permettano di aumentare le velocità potenziando il servizio. Ma per tutto ciò, evidentemente, è necessario spostare le priorità d’investimento dalla strada alla ferrovia e puntare sui nodi urbani. Ad oggi invece il 70% dei finanziamenti della Legge Obiettivo è destinato a strade ed autostrade, mentre solo il 30% dovrebbe garantire lo sviluppo di Tav, ferrovie e metropolitane”.

Mentre, per Lorenzo Frattini, Presidente di Legambiente Emilia-Romagna, che Bologna si collochi tra le città con ritardi più contenuti, non può che fare piacere, tuttavia, precisa, “dobbiamo valutare anche altri elementi, come il comfort e la pulizia delle carrozze e delle stazioni, i tempi di percorrenza, la fruibilità dei parcheggi e l’intermodalità con gli altri mezzi di trasporto, come gli autobus e le biciclette. Migliorando la qualità del servizio e rendendo veramente competitivo l’uso del treno sarebbe possibile togliere migliaia di auto dalle strade rendendo le città più libere, sicure e respirabili”.

Proprio per questo Legambiente Emilia-Romagna sta effettuando con il “Trofeo Caronte” un confronto sulla qualità dei servizi sulle 8 tratte ferroviarie che convergono su Bologna, i cui risultatati verranno diffusi nei prossimi giorni.

Stefano Spillare

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