La casa di riposo senza contagi nel bolognese

Non sono solo brutte notizie quelle che arrivano dal settore delle case di riposo, messo a dura prova dall’epidemia da coronavirus. Infatti, nessun caso positivo al Covid-19 tra ospiti e operatori della Residenza Tre Laghetti di Monzuno si è presentato ad oggi, evento alquanto raro, essendo una delle poche realtà per anziani non autosufficienti in Emilia-Romagna ad avere fin dall’inizio dell’emergenza ad oggi, zero soggetti positivi: un caso di studio per i sanitari dell’igiene pubblica.

Il motivo lo spiega Marco Fasolino, Responsabile della Residenza per anziani dell’Appennino bolognese, che ospita al suo interno 32 Anziani e circa 25 Operatori, tutti uniti nella lotta al Coronavirus: “La tempestività con cui abbiamo reagito all’escalation della diffusione del virus e l’assunzione di misure preventive applicate rigidamente, hanno costituito il nostro punto di forza. Fin dal 24 febbraio abbiamo applicato le procedure di emergenza per arginare le epidemie, adottando il protocollo per le infezioni nelle Strutture Ospedaliere e Socio Sanitarie; abbiamo regolamentato gli ingressi, invitando tutti i familiari a non recarsi in struttura, se non per casi urgenti e, anche in questi rarissimi casi, i parenti seguivano un percorso prestabilito, evitando di accedere alle camere o alle aree dove erano presenti i residenti, fino a quando, dal 05 marzo, abbiamo chiuso completamente gli accessi alla Struttura”.

Sono state fornite – continua Marco Fasolino – fin dall’inizio dell’emergenza, direttive ben precise e procedure chiare, con il risultato che, ad oggi, non si conta alcun caso positivo. Ben prima delle disposizioni imposte dalle varie ordinanze pubbliche, i nuovi ingressi di anziani venivano protetti attraverso una quarantena di sette giorni in camera singola; abbiamo adottato le stesse procedure per chi è stato ricoverato (e poi ritornato) dall’ospedale. Tutti questi accorgimenti hanno permesso la riduzione del rischio e, di conseguenza, questi risultati. Il reperimento dei presidi è stata opera tutt’altro che facile, soprattutto i primi giorni abbiamo setacciato tutti i mercati, italiani ed esteri, e siamo riusciti ad ottenere mascherine dalla Bosnia, dalla Cina. Il nostro ufficio acquisti centralizzato ci ha sempre mantenuto aggiornati sulle merci in magazzino e i relativi giorni di autonomia; gel lavamani e prodotti specifici per la sanificazione delle superfici non sono mai mancati; il contatto e il confronto con le Istituzioni non è mai mancato.”

L’orgoglio del Responsabile traspare quando, con riferimento ai suoi collaboratori, li definisce “i nostri angeli ed eroi”. Una grande squadra che ha dato prova di rara professionalità, “che sente i Tre laghetti di Monzuno come casa propria e gli anziani ospiti come la propria famiglia”.

Proprio la struttura è stata una delle prime ad avviare le videochiamate degli anziani con i parenti, non solo per attenuare in loro il senso di solitudine e la mancanza della famiglia, ma anche per garantire agli Ospiti nuovi stimoli, attraverso la sperimentazione della possibilità offerte dalle nuove tecnologie.

Oggi la Direzione continua a tenere altissima la guardia: gli operatori vengono invitati a presentarsi al lavoro direttamente da casa, dopo aver fatto la doccia e cambiato i vestiti (nel caso in cui, prima di recarsi al lavoro, avessero avuto accesso ad un supermercato, alle Poste o altri ambienti comuni frequentati da altri cittadini). I turni di lavoro sono stati concentrati principalmente in un unico reparto, in modo tale da riuscire ad identificare ed isolare più facilmente un’eventuale futura fonte di diffusione del virus nella struttura.

La partita contro il coronavirus non è persa, la diffusione dell’infezione si può arginare e il “mostro” si può battere: la residenza Tre Laghetti è l’esempio che la rigidità nell’applicazione delle norme e il rispetto dei comportamenti indicati siano la soluzione vincente.

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