Ospedale Maggiore nel baratro: A rischio la salute dei malati

Ospedale Maggiore nel baratro: A rischio la salute dei malati

Ospedale Maggiore Bologna

BOLOGNA, 08 NOVEMBRE – CGIL e CISL lanciano un nuovo allarme circa la condizione estrema nella quale vertono i reparti dell’ospedale più importante nel panorama bolognese: il Maggiore. Camere stracolme e sovraffollate con una forte carenza di personale, soprattutto nei reparti di Medicina e di Geriatria,  sono solo i primi due fattori che mettono a rischio la salute dei malati e dei pazienti che si recano al nosocomio del capoluogo. Ma non stanno messo molto meglio i lavoratori del Maggiore che sono costretti a lavorare, secondo i due sindacati, in condizione a dir poco di sfruttamento: doppi turni, 12 ore filate senza pausa e senza riposi settimanali che vanno a influire negativamente sulle prestazioni e i servizi erogati dall’ospedale.

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“Oggi alla Medicina del Maggiore ci sono 52 pazienti in più rispetto al consentito”, spiega Massimo Bernardi della Cgil e aggiunge “E ancora non c’è l’ondata di malati dovuta all’influenza, che regolarmente fa salire il numero di ricoveri, in particolare tra dicembre e marzo. Nel frattempo, il personale è sottorganico, visto che tra maternità, malattie lunghe e aspettative, mancano una trentina di addetti (la maggior parte sono infermieri), assenza ‘non sostituite’ per cui basta che uno si ammali che il sistema va in crisi”. La Cisl punta le sue accuse anche al reparto di Geriatria del Maggiore, dove, anche lì, è stato superato di gran lunga il numero di pazienti che il reparto può ospitare e il personale non è in grado di offrire, addirittura, le prestazioni di base. Entrambi i sindacati chiedono l’intervento dell’amministrazione comunale, in particolar modo, dell’assessore alla sanità Luca Rizzo Nervo, per un cambiamento decisivo del sistema sanitario regionale: “La politica deve riprendere in mano l’organizzazione della sanità, non derogare tutto ai tecnici- afferma Antonella Raspadori, segretaria Cgil – tocca a lei rivedere i modelli organizzativi, le prioritá e l’assetto del territorio”.

Federica Palmisano

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