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MALASANITÀ, RENZO PALMISANO MUORE DOPO TRASFUSIONE DI SANGUE SBAGLIATA AL SANT’ORSOLA

BOLOGNA, 13 NOV. - L’uomo di 48 anni, Renzo Palmisano, ottico palermitano, aveva scelto uno degli ospedali di Bologna per farsi curare da un’aneurisma dissecante dell’aorta. Il decesso è avvenuto nella sua abitazione, a distanza di due mesi dalla trasfusione di sangue, lasciando la moglie e una bimba di due anni.

Il policlinico di Bologna, analizzando la documentazione clinica, ritiene che non ci sia nessuna correlazione diretta fra la trasfusione sbagliata e il decesso. Inoltre, quando Palmisano fu dimesso dal Sant’Orsola era in “buone condizioni” ha riferito l’ospedale.

Il paziente era stato ricoverato nel policlinico bolognese alla fine di agosto in Cardiochirurgia a causa di “una tumefazione a livello dello sterno, con una condizione infettiva e febbrile importante», spiega il direttore sanitario del Sant’Orsola Vito Bongiovanni. Nel corso del ricovero, a causa di alcune complicazioni, erano state necessarie due trasfusioni di sangue. La prima andata a buon fine e la seconda con sangue sbagliato. Invece che sangue del gruppo A, come quello di Palmisano, gli era stato iniettato sangue del B-positivo. “Le reazioni – prosegue Bongiovanni – come scritto in cartella, erano state blande, con sintomi di lieve entità, un po’ di vomito e brividi, mentre la febbre c’era già». In realtà Palmisano avvertiva sintomi ben più gravi. Venne trasferito in Nefrologia, sempre a Bologna, dove era rimasto dall’1 al 12 settembre. Rientrato a Palermo le sue condizione sono peggiorate fino al decesso.

“Oltre alla famiglia — conclude Bongiovanni — abbiamo subito segnalato l’evento al registro della Regione. Pensiamo che non ci siano relazioni tra l’errore e la morte. Le reazioni alle trasfusioni sbagliate avvengono subito, con uno shock, o entro un paio di giorni. Domani mattina forniremo tutti gli elementi al magistrato”. ”Ci dispiace moltissimo, chiediamo scusa alla famiglia. Abbiamo piena fiducia nella magistratura e pensiamo che confermerà la nostra tesi”. Augusto Cavina, direttore generale dell’azienda ospedaliera S.Orsola-Malpighi di Bologna e’ tornato sul caso di Renzo Palmisano. “Dalla nostra indagine interna possiamo escludere un nesso tra la trasfusione errata ed il decesso del paziente”, ha ribadito oggi Cavina.

La famiglia vuole sapere la verità sull’accaduto, cioè se è stata l’errata trasfusione a portare Renzo Palmisano alla morte. L’avvocato fa sapere che la famiglia Palmisano non accusa direttamente nessuno. Le indagini faranno chiarezza sulla questione. Infatti il sostituto procuratore di Palermo, Carlo Renzi, ha trasmesso gli atti a Bologna, per competenza territoriale.

Marco Palumbo


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