BOLOGNA, CGIL SULLA DISCRIMINANTE RESIDENZIALE PER I SENZA TETTO: CRITERIO LIMITANTE E PARADOSSALE

BOLOGNA, CGIL SULLA DISCRIMINANTE RESIDENZIALE PER I SENZA TETTO: CRITERIO LIMITANTE E PARADOSSALE

BOLOGNA, 12 NOV. – La questione, riportata ampiamente da Bolognanotizie, della discriminazione da parte del Comune dei senzatetto in base al possesso o meno della residenza all’ombra delle due torri, scatena le prime reazioni.

In una nota di ieri, infatti, la Cgil di Bologna è intervenuta sulla questione usando parole piuttosto risolute nei confronti della decisione paventata dal Comune e dall’Assessore al volontariato Luisa Lazzaroni di favorire, nell’assegnazione dei posti letto nei dormitori, i senza fissa dimora residenti rispetto a quelli non residenti.

La denuncia era partita dall’ex consigliere Valerio Monteventi il quale imputava a questa nuova e inusuale politica del Comune la presenza di una trentina di posti lasciati colpevolmente vuoti nei dormitori. Quindi, dopo che la Lazzaroni, nei giorni scorsi, aveva sostanzialmente riconosciuto l’intenzione del Comune di creare percorsi differenziati per homeless residenti e non, la Cgil ha deciso di intervenire in merito: “Assumere il criterio della residenzialità come discriminante per l’accesso ai servizi si legge nella nota della Cgil di Bolognaè sovente per le politiche sociali un limite, nel caso dei senza fissa dimora è addirittura paradossale”.

Per la Cgil, quella del Comune è “una posizione di chiusura rispetto a un fenomeno con il quale invece occorre fare i conti fino in fondo” e, aggiunge “Il sistema dei servizi bolognesi deve misurarsi con il problema dei senza fissa dimora per come si manifesta, nella sua quantità e qualità”.

Stefano Spillare[ad#Google Adsense Banner]

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