Bologna, sangue in via Gobetti. Trentenne di origine marocchina accoltella la sua amante ucraina

Bologna, sangue in via Gobetti. Trentenne di origine marocchina accoltella la sua amante ucraina

Nella notte tra sabato e domenica un ragazzo di origine marocchina ha tentato di uccidere la sua amante ucraina di 45 anni

Bologna, 21 Febbraio –  La tranquilla palazzina di via Gobetti 37 nella notte tra sabato e domenica è stata teatro di una terribile scelleratezza. Un marocchino trentenne con regolare permesso di soggiorno ha tentato di uccidere la sua amante di origine ucraina infliggendole quattro coltellate alla gola. La donna si trovava nella casa di un’anziana signora, di 92 anni, a cui prestava le sue cure come badante. Verso le 3 del mattino di domenica l’appuntamento amoroso è degenerato in tragedia. Secondo la ricostruzione, appena cominciato il litigio, la donna ucraina sarebbe uscita di casa e il trentenne dopo vari tentativi sarebbe riuscito a convincerla a tornare dentro l’abitazione. Non appena Svitlana (nome della signora 45enne) è rientrata, il compagno l’ha colpita con varie coltellate al collo e un ultimo fendente è stato inflitto alla scapola.

L’uomo è scappato lasciando il coltello conficcato nella schiena della signora, che con tutte le forze che le erano rimaste ha cercato di attirare l’attenzione di qualcuno per farsi soccorrere, sbattendo, come poteva, la sedia sul pavimento ed urlando. L’anziana signora 92enne non si è accorta di nulla, mentre la vicina di pianerottolo racconta di essersi svegliata verso le tre per le grida dei due amanti, ma per realizzare che si trattava di un misfatto così grave ha impiegato del tempo. Dopo essere riuscita a decifrare le parole di Svitlana, che riportate dalla testimone fanno rabbrividire: «Aiuto, aiuto! Sto morendo», urlava l’ucraina, «mi ha ammazzato, ho un coltello nel collo», la signora ha chiamato i soccorsi, ma per paura che l’uomo fosse ancora in casa, ha atteso il loro arrivo dietro il cancello che protegge la sua abitazione.

Le ragioni di un gesto così folle sono state spiegate direttamente dal trentenne che, dopo essere fuggito dall’abitazione di via Gobetti, è sparito. I Carabinieri intervenuti sul posto sono riusciti a risalire all’identità del marocchino, tra l’altro già noto alle forze dell’ordine, e hanno deciso di recarsi presso l’abitazione del fratello. L’uomo, sentitosi braccato, alle 6 di domenica si è consegnato spontaneamente ai carabinieri di Casalecchio di Reno. «Dovevo purificarmi», ha affermato il giovane, «la relazione con la signora mi faceva sentire impuro». «Dovevo tagliarle la testa», ha detto, «come avrebbe dovuto fare il profeta Abramo con suo figlio», queste le ragioni del folle gesto, dettate da una sconsiderata lettura del Corano che l’uomo aveva intrapreso da quando la relazione con la donna stava attraversando una crisi.

Svitlana si trova nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Bologna in condizioni gravissime. Appena raggiunto il presidio ospedaliero, i medici hanno deciso immediatamente di sottoporre ad intervento chirurgico la 45 enne, che potrebbe averle salvato la vita. I dottori sono ottimisti, ma rimangono molti interrogativi sulle conseguenze invalidanti. Se riuscirà a superare la fase critica di queste ore, la signora rischia di rimanere tetraplegica a causa delle lesioni riportate al midollo spinale. Un prezzo altissimo, che vanifica tutti gli sforzi che la donna stava facendo per rendere migliore la vita del figlio ventenne rimasto in Ucraina.

Luca Bresciani

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