Bologna, scatta il censimento delle prostitute. Tutti i dati inviati all’Agenzia delle Entrate

Bologna, scatta il censimento delle prostitute. Tutti i dati inviati all’Agenzia delle Entrate

BOLOGNA, 13 GENNAIO – Da diverso tempo a Bologna si effettuano accertamenti fiscali sulle prostitute che vengono fermate durante i controlli anti-prostituzione svolti nella città.

Da circa tre mesi i carabinieri di Bologna hanno introdotto un particolare questionario, che oltre alle classiche domande “nome, cognome, data e luogo di nascita”, vede il presentarsi di domande assolutamente nuove, che vanno ad indagare sulla durata dell’attività di prostituzione, sul guadagno medio giornaliero e sul prezzo medio di una prestazione.

Una specie di formulario, che in tempi come questi di lotta all’evasione fiscale, appare come un vero e proprio accertamento fiscale da fare a chi frequenta la strada.

Immediate le proteste. In primis da parte di Pia Covre, segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute Onlus e da sempre attivista in difesa della categoria che protesta così: ” Questa è una vera e propria schedatura. E’ un fatto allarmante perché l’articolo 7 della Legge Merlin vieta espressamente qualunque forma di schedatura. Questa non è un’intervista sociologica, che sarebbe anonima, ma un vero e proprio interrogatorio. Invitiamo le ragazze a farsi identificare, ma a rifiutarsi di rispondere a tutte le domande che riguardano il loro privato“.

La controparte, in questo caso il comando provinciale dei carabinieri, non le manda certo a dire e risponde affermando che non vi è alcun interesse a schedare in alcun modo le prostitute. A prender parola è proprio il colonnello Alfonso Manzo, che sottolinea l’azione intrapresa da parte del comando provinciale come un modo per far diminuire lo sfruttamento della prostituzione da parte delle organizzazioni criminali. “Le segnalazioni raccolte saranno poi inoltrate all’Agenzia delle Entrate perché si tratta comunque di redditi che vengono sottratti alla tassazione” spiega il comandante provinciale dell’Arma.

Intanto proprio dall’Agenzia delle Entrate, il direttore regionale Antonino Gentile, fa presente di non essere a conoscenza di questa iniziativa, che è partita volontariamente da parte del comando dei carabinieri di Bologna. Un’iniziativa comunque degna di nota e fa presente che non appena arriveranno le prime segnalazioni, l’Agenzia delle Entrate sarà ben pronta a valutarne i riflessi tributari.

Naturalmente la notizia ha creato subito schieramenti anche nel mondo politico:  chi da un lato elogia l’iniziativa dei carabinieri come la Lega e il Pdl, mentre la consigliera Cathy La Torre si allinea al pensiero della segretaria del Comitato per i diritti civili delle prostitute, apostrofando il questionario come “una schedatura vera e propria che la lascia esterrefatta“.

Emanuele Ambrosio

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