Scandalo Calcioscommesse: Beppe Signori libero

Scandalo Calcioscommesse: Beppe Signori libero

BOLOGNA, 15 GIUGNO – Ore 16.40: Beppe Signori torna in libertà. Il gip di Cremona Guido Salvini ha accolto l’istanza di revoca agli arresti domiciliari presentata dai legali dell’ex bomber della Nazionale.

L’ex stella della nazionale italiana non ha neppure l’obbligo di firma, ma le dichiarazioni dell’ex commercialista, Manlio Bruni, continuano a gravare come un macigno sull’onore Beppe-gol «Qualche giorno dopo la fine della partita Inter-Lecce – commenta Bruni – Signori cominciò a essere pressato dagli asiatici per il pagamento della puntata: Signori ci disse che c’era il rischio che quelli di Singapore venissero a darci una lezione, così cominciarono le telefonate e gli incontri con Massimo Erodiani per cercare di risolvere la situazione ed Erodiani e Antonio Bellavista promettevano di recuperare tramite partite successive, come Siena e Sassuolo».

Lo scarica-barile di accuse emerge anche dalle testimonianze degli altri personaggi chiave dell’inchiesta Last Bet. Ieri, Massimo Erodiani nel corso del suo interrogatorio davanti al Procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, ha rivelato che Marco Pirani gli «prospettò la possibilità che ci fosse la richiesta da parte di Marco Paoloni, di un secondo flacone»di Minias, il potente sedativo che secondo le indagini l’allora portiere della Cremonese utilizzò per drogare e alterare le prestazioni di alcuni suoi compagni perché la squadra perdesse l’incontro di casa contro la Paganese del 14 novembre 2010 sul quale la cricca dei “bolognesi” aveva scommesso. In merito al presunto “inquinamento” Paoloni ha fin’ora rispedito al mittente ogni responsabilità.

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«Il sabato prima della partita Pirani mi ha riferito che Paoloni era impazzito e che aveva intenzione di addormentare la sua squadra. Pirani aveva già effettuato il fax con il quale aveva trasmesso la ricetta ad un tabacchino a Cremona» ha dichiarato agli inquirenti il gestore di alcune agenzie di scommesse, ribadendo che il medico odontoiatra «infatti mi consegnò l’originale proprio in vista della possibilità di inviare un secondo fax al fine di consentire al Paoloni di un secondo flacone». «Pirani voleva fare questa partita per agevolare Paoloni perché in caso di risultato conforme a quello da lui prospettato avrebbe potuto azzerare o ridurre il debito che Paoloni aveva nei miei confronti» ha dichiarato Erodiani di fronte al Procuratore, raccontando poi alcuni dei segreti del “gruppo di Bologna”, “che era già operativo e che investiva su 7-8 partite all’anno non so dire da quanto tempo».

Erodiani ha infine spiegato che il gruppo dei bolognesi «era costituito da Manlio Bruni, Francesco Giannone e Beppe Signori» e che «Marco Pirani mi ha fatto conoscere Gianfranco Parlato che, a sua volta, mi ha fatto conoscere Antonio Bellavista». Proprio il 33enne centrocampista del Bari, sempre secondo quanto ha riferito il gestore delle agenzie di scommesse nell’interrogatorio, “mi ha portato a Bologna in data 15 marzo 2011” e “mi disse che questo gruppo finanziava le partite di Serie A, B e i posticipi di C”.

Bnsport

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