LA FRANZONI SENZA UN CAPRO ESPIATORIO POTREBBE UCCIDERSI

LA FRANZONI SENZA UN CAPRO ESPIATORIO POTREBBE UCCIDERSI

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TORINO, 10 GIU.“Il bisogno psicologico di trovare un capro espiatorio, per l’omicidio del figlio Samuele, è vitale per Annamaria Franzoni. Non avere una figura su cui proiettare il delitto commesso la porterebbe al suicidio”. E’ questo il pensiero del professor Ugo Fornari, espresso ieri, in qualità di testimone, nell’aula del tribunale di Torino dove si svolge il processo alla Franzoni per calunnia nei confronti del vicino di casa Ulisse Guichardaz.

La donna, che sconta nel carcere di Bologna la condanna per l’omicidio del figlio, secondo il professore, “fu consapevole di ciò che aveva commesso, fino al febbraio 2002, quando raccontò al marito che era stata la sua vicina di casa, Daniela Ferrod, a uccidere Samuele. Quella telefonata è la sua confessione – spiega Fornari – lei in quel momento spezza in due la sua persona, prende la parte cattiva e la colloca in Daniela. La Ferrod è l’Annamaria cattiva che culmina nell’omicidio”.

Cristina Reggini

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