CARCERE DOZZA: PROTESTA SI ALLARGA A MACCHIA D’OLIO. DONNE CONTRO IL SOVRAFFOLAMENTO

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BOLOGNA, 2 DIC. – Da ieri la protesta della sezione femminile del carcere della Dozza contro il sovraffollamento della struttura si è aggiunta a quella degli altri carcerati le cui dimostrazioni erano cominciate sabato. I reclusi danno sfogo alla loro esasperazione battendo stoviglie e pentole contro le inferriate e il 25 novembre uno di loro ha intrapreso uno sciopero della fame per la sua mancata scarcerazione.

La casa di detenzione è la più affollata d’Italia: conta 1.180 detenuti contro i 494 previsti e le guardie sono costrette ad affrontare turni di 18-20 ore per fronteggiare la situazione. Domenico Maldarizzi, il loro rappresentante della Uil, afferma che “il personale che si adopera per gestire le emergenze e le criticità non potrà reggere a lungo”. La riduzione dei permessi premio concessi e l’inammissibilità di molte richieste di scarcerazione anticipata, in aggiunta all’alta presenza di stranieri e di tossicodipendenti, aggravano ulteriormente il quadro.

La scarsità di spazio e di attività costringe i detenuti a lunghissime permanenze nelle loro celle: sono numerosi i ricorsi inviati alla Corte Europea che da mesi ha condannato il nostro Paese per violazioni dei diritti dell’uomo registrando la criticità della situazione carceraria nazionale.

Sara Marini

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