S’INFIAMMA LA DOZZA: PROTESTA ESPLOSIVA DEI DETENUTI CONTRO IL SOVRAFFOLLAMENTO

S’INFIAMMA LA DOZZA: PROTESTA ESPLOSIVA DEI DETENUTI CONTRO IL SOVRAFFOLLAMENTO

BOLOGNA, 30 NOV. — Con il tentativo di dar fuoco ai materassi e con il lancio in corridoio delle bombolette di gas utilizzate per cucinare, i detenuti del carcere della Dozza, in via del Gomito, a Bologna, nel pomeriggio di sabato 28 novembre, hanno lasciato esplodere lo stato di insofferenza e forte disagio in cui sono costretti a vivere. In numero di 1168 in una struttura che ne può ospitare 480, i detenuti dividono in quattro i nove metri quadrati di ogni cella. Si tratta di una situazione ben al di sopra dei normali limiti di sopportazione, aggravata ancora di più dalla scarsa applicazione di misure alternative, dalla diminuzione significativa, rispetto al 2008, della percentuale di coloro ai quali viene concessa la scarcerazione anticipata, dall’arrivo continuo di nuovi detenuti: negli ultimi sei mesi ne sono arrivati altri 100 e dallo scarso organico delle guardie costrette, a volte, ad affrontare turni doppi di 18- 20 ore. Ulteriori dati rendono noto che la Casa Circondariale di Bologna ospita il più alto numero di detenuti stranieri d’Italia, circa il 70%, e stima intorno a 300 il numero dei tossicodipendenti.

“[. . .]sono sempre di più anche a Bologna quelli che fanno ricorso alla Corte Europea che pochi mesi fa ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 3 sui diritti dell’uomo: lo spazio minimo vitale per i detenuti alla Dozza ormai viene violato sistematicamente. I ricorsi, fra l’altro, non vengono presentati per ottenere privilegi, peraltro impossibili perché non ci sono prospettive a breve, ma solo per mandare un segnale all’esterno”. Così interviene il garante per i diritti dei detenuti Desi Bruno che, insieme con il presidente della Camera Penale di Bologna Elisabetta D’Errico, si scaglia contro il Tribunale di Sorveglianza, presieduto da Francesco Maisto, ritenuto non più in grado di garantire i diritti fondamentali delle persone. Secca la replica di Maisto che afferma che i dati presentati dalla Camera Penale non sono esatti e non ritiene, dunque, di doversi difendere dagli attacchi. In realtà la situazione della Dozza riflette molto bene le condizioni in cui versano tutte le carceri italiane che, con un totale di circa 64.000 detenuti, superano di 30.000 unità la reale capienza delle loro strutture.

Anna Minutillo

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