L’inutilità dei bollettini e la speranza nel modello Medicina

Analizzare i dati di un fenomeno difficile da inquadrare, soprattutto a causa del dilagare dei casi asintomatici, penso ormai non abbia alcun senso. La confusione generale che regna ovunque, in particolare a livello nazionale, ci spinge verso altre riflessioni. La principale riguarda il numero dei ricoveri in terapia intensiva, che quest’oggi in Regione si è attestato sulle 7 unità in più rispetto ieri, un dato confortante se comparato con i nuovi pazienti positivi al Covid-19 (415), affetti dal virus in maniera lieve o asintomatici.

La seconda riflessione riguarda il numero dei decessi. Ho letto diversi articoli in giornata, tra questi spicca uno articolo pubblicato su un noto quotidiano online e successivamente occultato. Il pezzo comparava le morti mensili in tre comuni della prima zona rossa di Italia, evidenziato come il tasso di mortalità si sia praticamente sestuplicato rispetto al 2019. I tre esperti ipotizzano che il numero di decessi anomalo, non riportato dai bollettini istituzionali sul Covid-19, siano imputabili al Covid-19. Il nostro invito, a livello di redazione, sarebbe quello di estendere queste comparazioni a un campione di 500 comuni per avere un quadro significativo di quanto il Coronavirus stia influenzando il tasso di mortalità in tutta Italia.

Terza riflessione, l’aumento dei contagi odierni. La nuova impennata potrebbe essere relazionata alla crescita nel numero di tamponi, oppure al contagio domestico. Se la seconda ipotesi fosse valida, nei prossimi giorni si potrebbe assistere ad una nuova crescita della ‘fantomatica’ curva, con una ulteriore estensione della fase di picco.

Queste tre riflessioni ci hanno portato ad alcuni interrogativi, visto l’insorgere delle incertezze sul reale trend del Coronavirus in Italia. Perché nessuno ha pensato di effettuare un tampone per ogni unità familiare che vive in una area circoscritta e successivamente mappare l’area? Si può sviluppare la famigerata immunità di gregge anche a livello di limitati nuclei familiari in quarantena?

Tra riflessioni e interrogativi, non ci resta che aspettare gli esiti della sperimentazione dell’Ausl di Bologna a Medicina. Lo screening a tappeto e la cura farmacologica preventiva con antivirali a domicilio per limitare l’esplosione degli effetti nefasti del Covid-19, potrebbero rappresentare le due mosse vincenti per sconfiggere il coronavirus alla fonte ed evitare la saturazione degli ospedali della nostra Regione e dell’intero paese.

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